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Aprile

09.04.2015

Ma nessuno promette  che ci diminuirà le tasse

La posta della Olga
La posta della Olga

«Tosi accusa Zaia di aver speso più di mezzo milione di euro dei contribuenti per i manifesti elettorali» scrive la Olga. «il governatore Zaia contrattacca dicendo che la sua è una campagna low cost (manifesti de carta strassa?) e invita il sindaco Tosi a rendere pubblici i suoi finanziamenti. La Moretti del Pd promette di tagliare le indennità ai magnaroni della Regione e di ricalcolarne i vitalizi».
«È una campagna elettorale che si gioca sui schei ma nessuno dei candidati ha finora detto che abbasserà le tasse regionali che si assommano a quelle statali e comunali. Eppure sono questi gli schei di cui vorremmo sentir parlare».
«A noi interessa prima di tutto che sui nostri stipendi e sulle nostre pensioni non ci mettano le mani tutti, dallo Stato agli enti locali i quali ultimi si rivalgono su di noi se Roma gli riduce i finanziamenti».
«Quando il mio Gino guarda la sua pensione coi ociài dalle lenti fumé, cioè quelli con cui va ai funerali, e vede che, dato per scontato che il governo è ladro e non si può redimere, i prelievi della Regione e del Comune pesano sempre di più, tira molte ostie e si calma solo dopo uno sgorlòn de graspa alla camomilla».
«A noaltri e a tante altre famiglie interessa prima di tutto de no arivàr picà alla fine del mese. Ma l'esperienza ci insegna che scegliere l'uno o l'altro dei candidati alla presidenza della Regione non ci porterà in scarsèla niente perché pensano solo a se stessi e noaltri mona stiamo al loro zugo votandoli».
«C'è stato un solo politico che, una volta arrivato al potere grazie ai nostri voti, ha mantenuto le promesse sulla riduzione delle tasse? No. E vuto che 'sti qua che mirano al caregón della Regione senza averci promesso niente che ci interessi, una volta eletti mantengano quello che non hanno promesso?».
«La Elide dice che voterà scheda nera. Ghe rispondo che no la gh'è la scheda nera e ela la me dise che la ghe vorìa perché quella bianca non esprime tutta l'avversione che abbiamo quando andiamo a votare sapendo che per noi non cambierà niente o cambierà in peggio».
«Ghe rispondo che il peggio c'è già. Ormai se paga el ticket solo a métar pié in farmacia, tanto che molta gente rinuncia a curarsi. E le liste d'attesa par le visite in ospedàl iè così longhe che te fè in tempo a crepàr prima che un dotór el te veda».

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Silvino Gonzato
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