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Aprile

15.04.2015

Ma è troppo presto  per canotta e sandali

La posta della Olga
La posta della Olga

«Siamo appena a metà aprile ma il mio Gino» scrive la Olga «va già al bareto in braghe corte, canottiera e sandali. Gli dico “Gino, sta atento ai bìgoli de aria freda. Malàrse de polmonite solo perché se vol anticipar la stagión, l'è da coióni”. “Te gh'è resón - mi risponde - ma soto la canotiera me meto la Gazeta de lo Sport e così no ciapo i bìgoli de aria sui polmoni”. Adesso però, grazie all'anticlone delle Mattozze, pare che avremo un anticipo di estate fino a sabato, anche se la mattina l'aria la spìssega ancora e chi va al lavoro deve vestirsi a carciofo, cioè a strati, e poi tira via le fóie ma man che la temperatura la cresse».
«C'è chi resiste a tenersi addosso tutte le fóie e allora si assiste al fenomeno, tipico di tutte le primavere, in cui si vede per strada gente vestita ancora da inverno e gente vestita da piena estate. La Beresina si veste da narànsa: la mattina ha la scorza e il pomeriggio ha appena la pelesìna che copre la polpa. È per questo che la maggior affluenza al bareto si ha nel pomeriggio. “Aprile non ti svestire”, dice il proverbio senza rima: la rima viene solo al cinese Tan detto Tano che dice “Aplìle non ti svestile”. Dal pontesèl vedo la Maria Slandrona in topless che la ciàpa el sol. Il mio Gino, con la scusa di fare le feste alla papagaléta, l'è sempre sul pontesèl».
«Gli dico “Gino, la g'à più ràpole de mi”. E lui, facendo il finto tonto: “Chi? La papagaléta?”. Non a tutti la primavera piace. L'aria, piena di pelumìni che si staccano dagli alberi, provoca allergie. Se stranùsa e i òci i làgrima. El nostro dotór, el Bugànsa, dice che bisogna stupàrse i busi del naso col cotón. Il polline a volte fa dei brutti scherzi. La Elide mi dice che la sua fióla, la Gloria, a causa del polline è rimasta incinta un'altra volta. La prima era stata colpa del fatto che, passando per via Cantarane in bici, aveva tenuto la pedalàda troppo alta. Allora gh'era nato un butìn nero. Adesso, se la Elide no l'à dito 'n'altra busìa, ghe nasce un tìrlo. I candidati alle Regionali, sperano che il 31 maggio - ma gh'è tempo - ci sia un ritorno dell'inverno, così la gente non va al lago o al mare. L'affluenza alle urne che dipende dalle condizioni meteorologiche, dimostra che in questo Paese le elezioni non sono più serie della Maria Slandróna».
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Silvino Gonzato
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