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Aprile

21.04.2015

Con la doggy bag adesso tutti avranno un cane

La posta della Olga
La posta della Olga

«Da ieri» scrive la Olga «l'Amia ha recapitato a ristoranti e trattorie la doggy bag, la scatola con cui i clienti, a fine pasto, potranno portarsi a casa gli avanzi per il cane, cioè per se stessi con la scusa del cane».
«Anche la Trattoria dai Ònti ha la doggy bag ed è una bella notizia perché se fino all'altro giorno i clienti si nascondevano addosso i resti degli ossibuchi e delle sardèle, adesso potranno chiedere, senza più nessun imbarazzo, di avere la scatola per il cane per finire gli avanzi a casa senza più ónzarse le scarsèle del paletò e delle giacche e senza che le signore si macchino di pòcio e di sugo l'interno delle borsette».
«La prima conseguenza di questa novità sarà l'aumento smisurato del numero dei cani perché ogni cliente dirà di averne uno. Il mio Gino finora aveva detto che gli avanzi erano per il papagàl, come se il nostro Loreto avesse i denti par rosegàr i ossi de porco, e io diventavo rossa di vergogna ogni volta che la Ònta ci incartava gli avanzi e ci diceva “G'ò messo dentro anca un par de stussicadenti par l'usèl”».
«L'unico che non si faceva problemi era il ragionier Dolimàn il quale ha sempre preteso di portarsi a casa da ristoranti e trattorie tutto quello che aveva pagato, compreso il coperto».
«El vècio poeta Birbarelli ricorda di quando, invece di portar via gli avanzi dai ristoranti e dalle trattorie, ci si portava el magnàr e si ordinava solo el vin. Ci si portava el cunèl dentro un toaiòl col grópo e si ordinava un quarto de clinto».
«Doggy in italiano vuol dire cagnolino (il mio Gino è andato a vedere sul vocabolario che abbiamo avuto in regalo con i punti dei dadi per il brodo) ma si vedono in giro certi cani che sembrano vedèi e ai quali se gli presenti la doggy bag ti smòrsegano. L'Amia grazie alla doggy bag si propone di “ridurre i rifiuti a monte”».
«Ma alla Trattoria dai Ònti non sono contenti perché gli avanzi li riciclavano per i clienti del turno successivo. Ricordo infatti che una sera al mio Gino, che aveva premesso di voler spendere poco, hanno servito uno stinco zà smorsegà in più punti. Se vedéa ben el stampo dei denti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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