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23.07.2012

Verde pubblico: prendiamo esempio dall’Europa

Come è possibile che nelle grandi città europee giardini, aree verdi e parchi cittadini vengano fruiti in maniera piena, ordinata e civile (non è così forse a Bruxelles, Amsterdam, Copenaghen, Londra, Valencia per non parlare dell’English Garden nella gemellata Monaco di Baviera?), mentre a Verona non si riesce a regolare la funzione di una piccola vasca pubblica come quella dell'Arsenale?
Non si dirà che manchi la regolamentazione: Nel 2011 il sindaco, nonché assessore alla sicurezza, aveva fatto approvare in Consiglio comunale il regolamento unico di Polizia Urbana, respinto dal Pd che in aula aveva sollevato limiti e incongruenze. Sempre allo stesso anno risalgono alcune modifiche al “corpo” degli assistenti civici che nel frattempo sono però scomparsi. Sorvoliamo, poi, sulla selva di divieti e ordinanze emessi dal sindaco all'inizio del suo primo mandato…tanto rumore per nulla!
Perché la verità è che l'eccesso di divieti produce soltanto disorientamento e incertezza, nei cittadini come nei turisti, se non addirittura voglia di trasgressione, col risultato che alla fine ciascuno fa come meglio crede. Qualche esempio? In piazza Bra, ogni giorno, si continua a consumare cibo d'asporto sugli scaloni laterali del municipio accumulando sporcizie proprio sotto ai cartelli di divieto, oppure in Piazza Erbe, ogni sera di movida, le regole poste dal Comune soccombono all'inciviltà del parcheggio selvaggio.

Servirebbero invece pochi accorgimenti sui quali esercitare un discreto, ma deciso controllo. Basterebbe, come avviene nell’Europa del Nord, a cui spesso l’amministrazione dice di volersi rapportare per iniziative e proposte, un servizio di sorveglianza ancor più mirato da parte della Polizia Municipale, con un puntuali interventi nei confronti di chi infrange i diritti della più civile convivenza. Invece, nonostante cartelli e ordinanze, sulle strade urbane vige il disordine e l’assoluta disattesa delle norme del codice della strada, nei pochi parchi fruibili si confonde la libertà con l’anarchica licenza o il prepotente arbitrio.
Una riflessione andrebbe poi fatta sulla assenza di alternative, cioè di verde fruibile, che in questi giorni di caldo torrido lascia deserto persino l'osannato e strapagato Parco di San Giacomo. Per evitare che tutti si accalchino alla vasca dell'Arsenale è necessario che lo scarso verde pubblico all'interno dei quartieri venga reso fruibile e rivitalizzato nei contenuti affidandolo, ad esempio, ad associazioni e istituzioni che vi organizzano manifestazioni periodiche, come si fa in molte città d'Europa. Occorre poi un progetto serio che renda utilizzabile gratuitamente i grandi parchi cittadini dell'Adige, delle Mura e delle Colline. Il verde costa, ma è un servizio sociale di cui una città moderna e turistica come Verona non può non dotarsi.
Michele Bertucco, capogruppo Pd in Comune
Orietta Salemi, consigliere c omunale Pd

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