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30.06.2014

Rifiuti: «Venezia ascolti i Comuni»

Stefano Valdegamberi
Stefano Valdegamberi

«I sindaci della Lessinia e dell'Est non vogliono essere aggregati al Bacino dei rifiuti che comprende Verona. Gia' più volte lo hanno detto e ripetuto, ma la Giunta regionale fa orecchie da mercante. Verona si faccia un bacino autonomo, e non pretenda che i Comuni della Lessinia e delle valli dell'Est siano delle succursali che si fanno carico delle inefficienze cittadine. Verona, che ha puntato sull'inceneritore di Ca' del Bue e che ha una raccolta differenziata che è di molto inferiore rispetto a quella dei Comuni circostanti, non ha nulla a che spartire, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, con le amministrazioni della provincia».
Così parla Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale presidente di Futuro popolare. «Lo stesso accade per la gestione Amia dei rifiuti a Verona e in altri Comuni. Si faccia una gara, in modo serio e trasparente, evitando ogni tentativo di pilotare gli appalti che possa essere portato avanti, attraverso pseudo-project-financing, dall'azienda o dal Comune di Verona. È necessario garantire la libera concorrenza, perché questo significa poter avere il miglior servizio ai costi più bassi, e non mantenere delle situazioni di monopolio dei servizi locali che servono solo a rimpinguare le casse di aziende che vengono usate come Bancomat a favore del solo Comune di Verona. Aziende le cui entrate sono però conseguenti a tariffe che vengono pagate anche da cittadini di altri municipi. L'assessore Maurizio Conte non sostenga una politica dei rifiuti che ha il solo scopo di assecondare gli appetiti di aziende legate alla città, facendo pagare il conto obbligatoriamente anche ai Comuni della provincia. Mi auguro che martedì la Giunta regionale cambi rotta, altrimenti su questi temi sarà battaglia».

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