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03.11.2012

«Per favore
non toccate
la Spianà»

Giorgio Massignan
Giorgio Massignan

Per favore, non toccate la Spianà. Mi rivolgo al sindaco e all'assessore alla pianificazione perché lascino la Spianà così com'è. Il valore di un'area così ampia, a poca distanza dal centro è incalcolabile.
Verona e i veronesi hanno avuto la fortuna che il vincolo militare l'ha mantenuta libera, non rovinatela costruendovi impianti che possono trovare posto altrove. Non fate nulla e lasciate che la zona continui ad essere coltivata, anzi, favoritene l'uso agricolo, senza spendere soldi per realizzare impianti di cui la città non ne sente il bisogno.
Mi rendo conto che realizzare quello che rimane del vecchio piano Rudi, in questo periodo di crisi economica, è forse impossibile; ma la mancanza di soldi non deve essere un alibi per rovinare una preziosa zona ancora verde.
I veronesi chiedono spazi aperti e parchi piantumati quali polmoni per la città.
E' vero che l'ottimo piano Rudi giace da decenni negli archivi comunali e che nel frattempo la Spianà ha subito parecchie mutilazioni. Si aveva l'impressione che la zona fosse considerata una sorta di parcheggio, dove destinare le attività che non trovavano poste altrove. E' anche vero che sono succedute parecchie amministrazioni, di diverso orientamento politico, e che nessuna ha mai pensato di realizzare il piano Rudi.
Ricordo la proposta dell'assessore Uboldi, di realizzare nella zona vicina a via San Marco, 450 appartamenti, una residenza sanitaria assistenziale alta sette piani ed un centro commerciale e direzionale di 36.000 mc.
Proposta duramente contestata dalle associazioni ambientaliste e poi, fortunatamente abbandonata. Anche in quel caso, come spesso fa anche l'assessore, la lottizzazione veniva giustificata con i vantaggi ottenuti dalla quota parte di edilizia sovvenzionata, dalla realizzazione da parte dei privati di una scuola per l'infanzia per 100 posti e dalla sistemazione di quello che rimaneva del parco.
Detto questo, trovo sbagliato difendere un intervento inutile e negativo per la città, accusando le amministrazioni precedenti. Se nel passato hanno sbagliato, non è un buon motivo per perseguire nell'errore, anzi, per fare peggio.
Infine, prego l' assessore, di non continuare ad utilizzare il grave e delicato problema della sicurezza per giustificare operazioni negative per l'equilibrio del territorio. Il recupero qualitativo della città non si realizza con altro e nuovo cemento.
Non penso che le piacerà passare alla storia come l'assessore che ha privato per sempre Verona di avere il proprio parco urbano. Ripeto, se non ci sono i soldi, non faccia nulla, ma non ci privi della speranza di poter avere, in futuro, il nostro piccolo Central Park.

Giorgio Massignan (presidente provinciale «Italia Nostra»)

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