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09.05.2013

«Mostruosa una centrale elettrica da 3.000 Kw all'interno dell'Arena»

A cadenza costante di circa una volta l’anno, il nostro più importante monumento romano è fatto oggetto di proposte d’intervento, con l’obiettivo di poterlo utilizzare con più libertà. Il più delle volte, queste ipotesi non tengono assolutamente conto delle caratteristiche architettoniche dell’antico anfiteatro, che viene considerato come un semplice contenitore. Ecco allora il progetto di coprirlo per proteggerlo dalle intemperie, con la falsa giustificazione che nell’antichità lo era; ed altre amenità di questo genere. Fortunatamente le due Soprintendenze, soprattutto quella ai Beni Archeologici, hanno sempre stoppato questi progetti perché: “Non sarebbero compatibili con le caratteristiche del monumento”. Purtroppo non hanno bloccato l’aumento dei Kw a disposizione dell’Arena, dagli attuali kw 400 a 3.000 (dicasi tremila) e questo non certo per la lirica, che ne ha più che a sufficienza, ma per i mega concerti  e altre manifestazioni. Il costo dell’operazione sarà di circa 5 milioni di Euro, con interventi negli arcovoli dell’Arena e alle ex scuole Segala. Spesa preventivata in un momento in cui le casse del Comune sono vuote e per questo la maggioranza consigliare intende aumentare l’IMU. Italia Nostra ha sempre condiviso le preoccupazioni delle Soprintendenze per la conservazione del monumento, ma non riusciamo a comprendere perché abbiano acconsentito all’installazione al suo interno di una centrale elettrica sufficiente ad alimentare un intero paese. Italia Nostra si chiede se le Soprintendenze abbiano idea di cosa potrà produrre l’uso stabile di 3.000 kw di potenza all’interno di un monumento di 2000 anni! Italia Nostra non è certamente contraria all’uso dell’Arena per spettacoli: è sempre stata la sua destinazione. Ma un conto è la lirica e qualche occasionale spettacolo di musica rock e un conto è dotare l’anfiteatro romano di una quantità enorme di energia e renderne così definitivo un uso che ci appare sproporzionato al monumento. Secondo noi non è tanto il genere di spettacolo che impatta con il monumento, ma l’intensità del suo uso, la quantità degli utenti, e la potenza di diffusione sonora che utilizza.

Giorgio Massignan, presidente provinciale di Italia Nostra

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