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08.03.2013

Il territorio e quelle scelte sbagliate

Verona: veduta panoramica della città (FOTO D'ARCHIVIO)
Verona: veduta panoramica della città (FOTO D'ARCHIVIO)

L'architetto Giorgio Massignan presenterà domani mattina alle 9.30, nell'aula T1 del Polo Zanotto dell'Università, il suo libro «La gestione del territorio e dell'ambiente a Verona». Massignan, ambientalista, presidente provinciale di Italia Nostra, è da sempre attivo dentro e fuori la politica in campagne per la salvaguardia del territorio e un'urbanistica sostenibile. Il volume che sarà presentato al Polo Zanotto ripercorre le diverse vicende territoriali di Verona, dagli anni della ricostruzione post bellica a oggi. Ho ritenuto opportuno presentare gli strumenti urbanistici che hanno permesso si realizzasse la città in cui viviamo, analizzare i meccanismi che hanno determinato la formazione di tali strumenti ed evidenziare il ruolo degli operatori che hanno partecipato alla formazione e gestione del territorio. Ho tentato di dimostrare come i vecchi meccanismi dei decenni passati siano rimasti gli stessi anche ora. Tutto questo, quale introduzione per analizzare le scelte delle ultime amministrazioni. La pianificazione territoriale avrebbe l'esigenza di essere preservata sia dagli eccessivi appetiti economici che da quelli politico-elettorali. Ma non è mai stato così e gli interessi economici con quelli politici hanno influenzato le scelte d'uso del territorio. L'utilizzo dello strumento del piano regolatore per onorare le promesse fatte in periodo di consultazioni elettorali e/o consolidare i disegni della speculazione si è rivelato molto dannoso per l'equilibrio territoriale della città. Sin dai primi anni '60, la Pubblica Amministrazione non ha mai avuto la volontà di intervenire direttamente nello sviluppo della città, favorendo uniformemente gli operatori privati. Dal 1975, anno della Variante Generale al Prg che prevedeva un grosso aumento della popolazione veronese, sono state urbanizzate aree verdi e costruiti edifici residenziali per una popolazione prevista di oltre 400.000 abitanti. Le proiezioni sono risultate clamorosamente errate, provocando lo spreco di migliaia di metri quadrati di territorio agricolo e l'accumulo di oltre 10.000 abitazioni sfitte solo nel Comune di Verona. Secondo l'Istat, circa il 20% del nostro patrimonio edilizio abitativo non è occupato. Una quota quattro volte maggiore di quella tedesca.  Nonostante tutto ciò, nei recenti Pat e Pi sono state destinate nuove aree all'espansione edilizia, per un ipotetico, quanto improbabile, aumento di popolazione. Nel Pat sono pianificati 10.900 nuovi alloggi, 750.000 metri quadrati di edifici ad uso commerciale, terziario e produttivo. E nel piano di Verona sud la Pubblica Amministrazione intende realizzare circa 4 milioni di metri cubi di costruito, di cui un milione di edifici residenziali e 3 fra direzionale, commerciale e alberghiero, quantità certamente sovradimensionate per la realtà veronese. Giorgio Massignan

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