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23.11.2011

Ciclisti ed incidenti: servono politiche e numeri

Pista ciclabile
Pista ciclabile

Da tempo chiediamo maggiore attenzione per la sicurezza dei ciclisti. Noi non sappiamo se la donna vittima dell'ultimo sinistro accaduto nella nostra città sia caduta per evitare la portiera aperta oppure se ci abbia sbattuto contro, sappiamo solo che in questo modo pochi giorni fa a Milano ha perso la vita un bambino di dodici anni, e che da più parti all'Associazione viene richiesto di costituirsi parte civile quando accadono sinistri così gravi. A Milano la Fiab ha chiesto e ottenuto la rimozione di un cartellone pubblicitario di una nota casa automobilistica che, in prossimità del luogo della tragedia, pubblicizzava il suo modello come adatto a chi “non rispetta le regole”. Anche a Verona, nonostante le cronache quotidiane ci raccontino come è facile morire sulle strade cittadine, campeggiano impuniti messaggi pubblicitari così sciagurati. Il sindaco si faccia sentire!
I dati ufficiali del Comune di Verona ci dicono che gli incidenti rilevati in cui sono state coinvolte le biciclette sono stati 200 dal 1° gennaio al 4 novembre 2011, contro i 203 di tutto il 2010. Dunque in tendenziale ascesa, visto che mancano ancora due mesi alla fine dell'anno. Viene confermata anche la tendenza dei ciclisti a farsi “più male” rispetto ad altre categorie di utenti della strada: sui 200 incidenti di quest'anno, solo 32 ciclisti ne sono usciti illesi, mentre 148 sono rimasti feriti. L'anno scorso sono stati 36 gli illesi e 157 i feriti. In calo, finora, le prognosi riservate (6 contro le 8 del 2010), mentre aumentano i decessi: 2 in questa parte del 2011 e soltanto 1 l'anno scorso.
Ma è impossibile capire davvero se questi dati segnano un miglioramento o un peggioramento della situazione: il comune non dice (non sa!) quanti erano e quanti sono i veronesi che si muovono in bicicletta. Questa mancanza di dati è sconsolante e lascia intuire un approccio poco scientifico e superficiale a questo problema: come è possibile parlare di mobilità e di sicurezza se non si fotografa il traffico e non si monitora l’effetto dei provvedimenti che vengono adottati?
Ribadiamo la nostra richiesta di maggiore attenzione ai ciclisti ricordando ai nostri amministratori che in tutta Europa la parola d’ordine per la sicurezza di chi si muove in bicicletta è che “la sicurezza è nei numeri”: più provvedimenti a favore della bicicletta vengono adottati, più ciclisti pedalano sulle strade cittadine, minore è il numero di incidenti che li coinvolgono e che coinvolgono più in generale tutti gli altri utenti della strada.

Paolo Fabbri, presidente Amici della Biciletta di Verona

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