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26.11.2012

Aperture domenicali, Confcommercio: «La deregulation ha fallito»

Un negozio annuncia la propria apertura domenicale
Un negozio annuncia la propria apertura domenicale

Il tema delle aperture domenicali e festive delle attività commerciali, di sempre più stringente attualità, è seguito con attenzione dalla Confcommercio veronese e dall'emanazione veneta della confederazione, schierate a fianco della Regione Veneto nel ricorso presentato alla Corte Costituzionale per vedere riconosciuto il diritto delle Regioni stesse a legiferare in materia di commercio e di tutto ciò che ne discende. La sentenza della Corte Costituzionale, da quanto è dato sapere, dovrebbe essere prodotta verso la fine di quest'anno, al massimo a inizio del 2013: una volta nota la decisione del Giudice delle leggi potremo adottare le eventuali azioni sindacali per cercare di riportare nell'ambito locale la materia del terziario di mercato. Plaudiamo in ogni caso all'iniziativa della Curia e della Confesercenti che tendono a raggiungere, attraverso un altro canale, quello del coinvolgimento della popolazione, lo stesso obiettivo, cioè la regolamentazione del settore. Va ricordato peraltro che la battaglia che le organizzazioni di categoria stanno portando avanti non riguarda il territorio a economia turistica delle città d'arte, per le quali è prevista la possibilità di derogare ai fini di garantire al turista un servizio anche durante le giornate festive. A conferma che nel settore le liberalizzazioni sono già una realtà che però non deve sconfinare nella deregulation totale: un mercato senza regole è un mercato dove il più forte uccide il più piccolo. Anche perché le aperture "no stop" non hanno fin qui prodotto alcun risultato positivo: né dal punto di vista sociale, visto il peggioramento della qualità della vita dei piccoli imprenditori - costretti a tenere aperto per non perdere terreno rispetto a realtà più strutturate della loro - e dei loro collaboratori, soprattutto con riferimento alle donne; né dal punto di vista economico, essendo sotto gli occhi di tutti il fallimento dell'obiettivo dichiarato del Governo, quello di generare maggiori consumi e di aumentare quindi il Pil. Giorgio Sartori direttore generale di Confcommercio Verona

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