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04.01.2013

Anziani, una risorsa (anche economica)

Giorgio Sartori
Giorgio Sartori

La terza età, l'esercito degli ultrasessantacinquenni, entro il 2050 crescerà, nell'Unione europea, del 70%. Così dicono le previsioni contenute in un articolo apparso alcuni giorni fa su un quotidiano nazionale. Questa situazione viene vista da alcuni Paesi membri come una grande opportunità; conseguentemente, si stanno attrezzando, dal punto di vista legislativo, per convincere le "nonne" ed i "nonni", attraverso agevolazioni di natura fiscale, a trasferirsi dal loro Paese di origine qualora, in esso, non trovino analoghi vantaggi. Una bella competizione "territoriale", per certi versi somigliante a quella delle aperture domenicali e festive, elemento di attrazione commerciale. Grecia e Spagna, complice la profonda crisi che le attraversa, si stanno già attrezzando per agevolare la residenzialità dei soggetti che, per raggiunti limiti di età, lasciano il lavoro. Pensiamo alle Canarie, spagnole e quindi europee, ed al loro clima mite tutto l'anno. Altri Paesi stanno seguendo le orme degli Ellenici e degli Iberici, forti del fatto che i pensionati sono fonte di redditi certi e costanti. E l'Italia cosa sta facendo? Non mi risulta ci si stia muovendo in questa direzione. Questo è un tema importante che, forse, meriterebbe un'attenzione da parte della Politica, impegnata nella dura campagna elettorale. Dico una banalità se rammento che l'Italia, soprattutto l'area del Centro-Sud, assieme alla Spagna ed alla Grecia, gode di climi migliori rispetto ai Paesi del Nord Europa e, come tali, adeguati a soggetti che hanno superato la soglia dei 65 anni? Dico una banalità se rammento che l'Italia ha una delle reti di accoglienza ricettiva alberghiera ed extralberghiera tra le migliori d'Europa, che deriva da "calde" gestioni "familiari", ancorché condotte con piglio imprenditoriale? Dico una banalità se rammento che l'Italia offre una delle migliori proposte enogastronomiche europee? Dico una banalità se rammento che l'Italia nel settore del terziario di mercato non ha nulla da invidiare ai partner europei, soprattutto nel campo della moda, grazie al design solo ed esclusivamente italiano? Dico una banalità se rammento che l'Italia detiene la più alta percentuale del mondo di beni culturali? Dico una banalità se rammento che, seppur con le dovute eccezioni, la rete di trasporti aerei e collegamenti ferroviari funziona e ci mette in relazione con il pianeta? Dico una banalità se rammento che abbiamo le più belle coste d'Europa? Naturalmente in questo elenco di banalità il territorio veronese si accredita e ci sta tutto. Mi fermo qua. La parola, l'azione, spetta alla Politica.

Giorgio Sartori
direttore generale di Confcommercio Verona

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