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Vinitaly 2016

06.04.2016

Per i 50 anni
il Vinitaly
si fa in due

Molte piazze del centro storico saranno coinvolte dalle manifestazioni di Vinitaly and the City con degustazioni e concerti  FOTO MARCHIORI
Molte piazze del centro storico saranno coinvolte dalle manifestazioni di Vinitaly and the City con degustazioni e concerti FOTO MARCHIORI

Al traguardo dei 50 anni Vinitaly si conferma la prima rassegna al mondo per il settore del vino, dopo Bordeaux e Düsseldorf, e intende anche affermarsi come punto di riferimento mondiale per il business che ruota intorno al vino, ma anche per tutto ciò che riguarda le nuove tendenze, dall’e-commerce alle nuove tendenze del mercato, aprendosi alle veloci evoluzioni del panorama internazionale, dove si assiste, ad esempio, ad un forte incremento della presenza asiatica. Se ne è parlato alla presentazione di Vinitaly and the city, il fuorisalone di Vinitaly, a Palazzo Barbieri, a cui hanno partecipato il sindaco Flavio Tosi, il presidente di Veronafiere Maurizio Danese con il direttore generale Giovanni Mantovani e la direttrice di Vinitaly International Stevie Kim, i presidenti di Agsm Fabio Venturi e di Agec Massimo Galli Righi e il comandante della polizia municipale Luigi Altamura.

«Un ringraziamento», ha detto Tosi, «a tutte le realtà cittadine, alle aziende, agli enti e alle associazioni che, a vario titolo, contribuiscono alla realizzazione della più importante fiera italiana del vino. La vicinanza con il centro permette inoltre alla Fiera di coinvolgere la città con eventi dedicati non solo ai wine lover di tutta Italia, ma anche ai turisti e agli operatori, creando un indotto a vantaggio di tutto il territorio».

«Sono passati 50 anni dalle Giornate del Vino Italiano», ha ricordato il presidente Danese, «mezzo secolo che ha cambiato questo settore che Veronafiere ha contribuito insieme alle aziende a far crescere e sviluppare. La cinquantesima edizione di Vinitaly celebra la nostra storia ma guarda già al futuro, iniziando da quest’anno. L’obiettivo è una distinzione netta tra quello che è il wine business, sempre più internazionale e concentrato in fiera, e il wine festival, con cui vogliamo coinvolgere i wine lover grazie al potenziamento del fuori salone di Vinitaly and the City in centro».

Il presidente Danese ha sottolineato come il comparto del vino oggi sia radicalmente cambiato rispetto a 50 anni fa: «Oggi i vigneti valgono il duemila per cento in più rispetto ad un’epoca in cui le vigne non valevano nulla. Fondamentale è stato l’apporto dell’imprenditoria femminile che ha dato risultati eccellenti mentre si assiste a d un forte ritorno dei giovani all’agricoltura e, in particolare, alla viticoltura. Vinitaly e il suo fuorisalone sono l’occasione per far conoscere Verona agli operatori e alle loro famiglie, ai turisti, e a far venire loro la voglia di tornarci. E con il forum dei ministri europei dell’agricoltura, che si terrà nell’ultimo giorno di Vinitaly, Verona diventa il centro delle politiche europee sul vino».

Elena Cardinali
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