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Vinitaly 2016

11.04.2016

«L’Italia
di successo
è al Vinitaly»

Il presidente Mattarella con il ministro Martina, Danese e Zaia
Il presidente Mattarella con il ministro Martina, Danese e Zaia

Nel vino ci sono tante verità. Che raccontano un Paese. Chi ci vive. Chi si rimbocca le maniche per farlo crescere con il gusto del lavoro ben fatto. Rosso o bianco che sia, con o senza bollicine. Senza retorica. No, si parte dalla terra e si arriva al palato. In mezzo tanta fatica e passione. Dalla sua Sicilia al Veneto «il vino è sempre più simbolo dello stile di vita e della qualità dell’Italia. Da prodotto antico a chiave di modernità, col suo successo nell’export, conferma come il destino dell’Italia sia legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino». Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, inaugurando la cinquantesima edizione del Vinitaly che si concluderà mercoledì, in fiera. Con 4.100 espositori italiani ed esteri e compratori da più di 140 nazioni.

IL CAPO DELLO STATO, 74 anni, siciliano di Palermo, nell’auditorium Verdi di Veronafiere, di fronte ad autorità civili, militari e religiose e a una rappresentanza di imprenditori del settore vitivinicolo e dell’agroalimentare, prende la parola dopo il presidente di Veronafiere Maurizio Danese, il sindaco Flavio Tosi, il presidente della Regione Luca Zaia e il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina. Per sottolineare «una storia di successo».

La crescita del vino italiano infatti «non era scontata», spiega, ricordando lo scandalo del metanolo negli anni Ottanta. Ma è da lì che è partito «il rinascimento del vino italiano». Mattarella puntualizza che «le quantità sono diminuite, ma la qualità si è innalzata, in misura più che proporzionale». È, questo, «un paradigma virtuoso dell’economia, ma anche dell’ambiente e della società».

MATTARELLA RILEVA come il vino «da prodotto antico sia diventato chiave della modernità» e quindi elenca alcuni dei primati dell’enologia italiana, un settore diventato leader mondiale grazie anche alla diversità degli oltre 500 marchi di qualità. Nuove sfide, però, attendono il vino italiano. Il presidente della Repubblica ricorda che nuovi strumenti come l’e-commerce, i blog, offrono nuove e grandi opportunità e confermano che «noi non temiamo la concorrenza». La sfida ora, per il capo dello Stato, è «integrare meglio la cultura del cibo, la salvaguardia del territorio, il turismo. Su questo terreno facciamo un po’ meno di quello che potremmo».

DANESE, presidente della Fiera, di cui è direttore generale Giovanni Mantovani (ha condotto i lavori dell’apertura, nell’auditorium, il dirigente Giovanni Colombo), ricorda aprendo la rassegna come «la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’anno del cinquantesimo di Vinitaly è per noi un riconoscimento molto importante».

In questi 50 anni Vinitaly si è affermato, aggiunge, «come uno dei brand fieristici più conosciuti a livello mondiale: un risultato reso possibile dalle migliaia di aziende vinicole che hanno sempre creduto in questa manifestazione.

Nel 1967, sottolinea Danese, dall’intuizione di Angelo Betti, a Verona nascevano le Giornate del Vino italiano e, con esse, il Vinitaly. «Da allora, il Salone ha accompagnato e scandito l’evoluzione di un Paese che proprio attraverso il vino ha saputo farsi conoscere e apprezzare in tutto il mondo». Nel 2015 «le nostre esportazioni vitivinicole hanno superato i 5,4 miliardi, in crescita di oltre il 5% sul 2014: si tratta, di fatto, di un nuovo record».

IL CAPO DELLO STATO cita poi l’industria manifatturiera al servizio del comparto, rappresentata all’interno del Vinitaly dalla rassegna Enolitech, dove c’è in questi giorni, anche SOL&Agrifood, manifestazione dedicata all’olio extravergine d’oliva e all’artigianalità dell’alimentare italiano. L’obiettivo è quello «di aumentare il già alto tasso di internazionalità del Vinitaly e con esso la capacità di generare valore per le aziende espositrici e il settore nel suo complesso».

E OGGI MATTEO RENZI, il presidente del Consiglio nonché segretario nazionale del Pd, sarà al Vinitaly intorno alle 13, dopo essere stato in visita all’azienda Calzedonia, a Vallese di Oppeano, e all’Aia, a San Martino Buon Albergo. Dalle 14.30 alle 15.30 Renzi incontrerà Jack Ma, fondatore di Alibaba, il sito cinese di commercio elettronico che muove l’80 per cento delle vendite online del Paese asiatico.

Enrico Giardini
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