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Economia

31.07.2013

Volkswagen Italia, obiettivo: mantenere le quote di mercato

La sede di Volkswagen Group Italia al Quadrante Europa
La sede di Volkswagen Group Italia al Quadrante Europa

Previsioni per il 2013 la prudenza vuole che non se ne facciano, nemmeno dopo aver passato la metà dell'anno, ma per Volkswagen Group Italia «l'obiettivo è quello di mantenere le quote di mercato», dice Massimo Nordio amministratore delegato e direttore generale della controllata italiana del costruttore costruttore tedesco di auto. «La stabilità è il nostro tema fondamentale», aggiunge, precisando che le stime delle associazioni dei produttori parlano di un 2013 con vendite nazionali di auto a 1,3 milioni, contro 1,4 del 2012 e un milione e mezzo dell'anno precedente. La quota di mercato del gruppo veronese lo scorso anno è stata del 13,2% contro il 13,1% del 2011. Insomma la prospettiva è per un altro anno non positivo dopo un 2012 che si è chiuso per il gruppo che commercializza in Italia i marchi Volkswagen, Audi, Seat e Skoda con un calo di vendite di vendute del 19,3% (185.549 immatricolazioni contro le 229.976 del 2011), in linea con il dato nazionale (-19,9%). Un po' meglio i Veicoli commerciali e industriali Vw che hanno perso il 16,2% (8.640 consegne contro 10.311 dell'anno precedente), ma per i quali le stime 2013 parlano di una contrazione ben maggiore. La contrazione delle immatricolazioni pesa in modo differenziato sui marchi del gruppo: Volkswagen cede il 18,3% (113.514 veicoli venduti), Audi il 15,8 (51.062), Seat il 34,5 (10.552) e Skoda il 27,4% (10.421 veicoli venduti). Sul fatturato netto la riduzione è più consistente, con un meno 28,7% a 3,66 miliardi di euro conto i 5,13 dell'anno precedente. La redditività si contrae anch'essa e percentualmente in modo modo più significativo. Il risultato operativo 2012 è di 43,58 milioni di euro, contro i 66,79 dell'anno precedente (-34,8%) mentre l'utile netto scende a 26,2 milioni di euro (38,27 nel 2011 e mano 31,5%), interamente destinato a riserva straordinaria, come già avvenuto nell'esercizio precedente. Segno più per i dipendenti che nel 2012 arrivano a 929 contro i 906 del 2011 con un incremento di 23 unità, pari al 2,5%. Anche la controllata italiana del colosso tedesco dell'automobile, quindi, paga la pesante crisi del mercato dell'auto che non dà segnali di tregua anche nei primi mesi nel 2013. I dati del primo semestre confermano lo scenario di recessione con un calo del 10,3% sulle vendite di auto nuove (731.203 le immatricolate, contro 815.213 del 2012) rispetto ai primi sei mesi di un anno fa. «Il mercato penalizza la fascia alta», dice Nordio, «che per noi sono molte delle auto Audi e Volkswagen. Questo a causa del super bollo e dell'applicazione severa del redditometro. Tuttavia, come altri costruttori, abbiamo fronteggiato la situzione immettendo sul mercato auto degli stessi marchi, ma con fasce di prezzo inferiori come ad esempio con la Audi A1». E sulla proposta lanciata anche in un'intervista all'Arena del 27 febbraio scorso per una defiscalizzazione dell'uso e dell'acquisto dell'automobile Nordio manifesta un cauto ottimismo. «La nostra associazione di categoria (l'Unrae, l'Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri, che raggruppa i costruttori di veicoli europei in Italia, quindi il 70% del mercato nazionale, ndr), si muove con molta vigoria su questo fronte». E poi c'è l'apertura del ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato. «Zanonato ha annunciato un tavolo per il settore dell'auto, non solo con la Fiat» ricorda l'amministratore delegato di Volkswagen Group Italia. «E questo è senz'altro un segnale importante in questo senso». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lucio Bussi
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