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Economia

17.01.2014

Valsabbina, un piano  di sviluppo per Verona

Ezio Soardi
Ezio Soardi

La Banca Valsabbina apre un nuovo sportello a Verona, sempre con le insegne Credito Veronese, e continua a mantere elevate le risorse per prestiti a imprese e famiglie sul territorio scaligero. Aprirà tra un paio di mesi, «in un piano di sviluppo mirato su Verona», spiega il direttore generale Renato Bambieri, la nuova filiale di Corso Milano che si aggiunge alle sette entrate nel gruppo popolare bresciano con l'acquisizione di Crever Banca; operazione diventata operativa con la fusione per incorporazione a fine 2012. Tutte mantengono e manterranno il marchio commerciale del Credito Veronese facendo capo alla sede di Piazza Pradaval, dove è stato trasferito il quartier generale lasciando il grattacielo di San Giovanni Lupatoto a fianco di autostrada A4 e tangenziale sud, dove le insegne sono ancora esposte e ben visibili e dove resteranno fino al 2016, quando scadrà il contratto di affitto dell'immobile.
La Banca conta oggi su una rete territoriale di 61 filiali, di cui 50 in provincia di Brescia, sette in quella di Verona, tre in quella di Trento e una a Mantova. Nei piani dei vertici dell'istituto presieduto da Ezio Soardi è previsto un rafforzamento sui territori che prevede altre 3-5 aperture nei prossimi anni, di cui una appunto a Verona considerata area privilegiata per la crescita della Banca. In cda siedono due esponenti scaligeri: Adriano Baso, commercialista,  ex presidente del Crever, e Luciano Veronesi, direttore di Apindustria.
«Nel 2013 le sette filiali di Verona e Provincia», spiega Barbieri, in carica dallo scorso maggio dopo 10 anni di vicedirezione, «hanno incrementato di oltre mille unità i conti correnti, sui 7.000 totali nuovi fatti da tutto il gruppo; sono stati erogati nel territorio veronese oltre 40 milioni di euro di finanziamenti a medio-lungo termine a famiglie e imprese sul totale di 350 di tutto il gruppo. Nella sede di Paradaval», precisa Barbieri, «ogni due settimane si riunisce uno specifico comitato territoriale, di cui fanno parte tre consiglieri della banca e personalità del mondo imprenditoriale e professionale, che si occupa di monitorare e indirizzare le attività di sviluppo nel Veronese».
Aumentati anche i soci nel territorio nel 2013: dei 2.500 nuovi acquisiti da tutto il gruppo (in totale sono 38mila) 600 sono veronesi che si aggiungono al centinaio derivanti dall'incorporazione del Crever.
Le previsioni sul bilancio 2013 di Banca Valsabbina vedono «conti positivi e in miglioramento rispetto al 2012» dice Barbieri, che tuttavia non si nasconde le difficoltà del momento economico generale, «ma la grande attenzione ai costi, che è nel Dna della Valsabbina, e alla gestione proattiva delle sofferenze consentono di rendere il rapporto cost/income sotto controllo».
«La solidità del nostro patrimonio (il core Tier 1 è superiore al 13%) e la buona posizione di liquidità ha consentito di mantenere invariato il sostegno a famiglie e imprese» aggiunge il dg. «Le sofferenze sono in linea con quelle del mercato e anche a Verona la pulizia dei conti fatta al momwento dell'acquisizione ha dato risultati giusti». La diversificazione del tessuto produttivo scaligero, inoltre, è un fattore di dinamicità su cui la banca punta anche con prodotti diversificati per i vari settori. Qui sono stati erogati 40 dei nuovi 350 milioni di finanzimenti a medio termine nel solo 2013 «con attenzioni particolari per le famiglie. Con ottime soddisfazioni e ritorni in linea con le attese».
L'impegno ora è «per fornire una gamma di servizi sempre più ampia e competitiva», dice Barbieri. «Nei prossimi anni saranno potenziati i servizi di banca online, quelli del risparmio gestito e di bancassicurazione, nonché legati a soluzioni specialistiche ad alto valore aggiunto». L.Bu.

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