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Economia

14.01.2014

Valpolicella, il territorio si mobilita contro la crisi

«La Valpolicella è un territorio fortunato, qui la crisi è arrivata dopo, probabilmente anche in modo più leggero che altrove. Tuttavia le persone che si rivolgono a noi sono cambiate: ci troviamo davanti sempre più spesso famiglie, giovani, adulti rimasti senza lavoro che ci chiedono aiuto». Da questi bisogni intercettati dalla Caritas, Fernando Cottini referente della sezione di Fumane ha sentito l'esigenza di trovare una soluzione, «non tanto per risolvere il problema, ma per dare delle risposte, per aiutare questi cittadini, per dar loro un modo di approcciarsi alla crisi».
È nato così il progetto «Lavoro in Valpolicella» promosso dalla Caritas, sostenuto dai Comuni della Valpolicella (Fumane, Marano di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Negrar e Sant'Ambrogio di Valpolicella), sponsorizzato dalla Valpolicella Benaco Banca Credito Cooperativo e coordinato dall'Agenzia del lavoro Cesaro & Associati. Un'iniziativa che coinvolge anche scuole, parrocchie e imprese del territorio per un progetto comune: «Affrontare in maniera pratica e concreta la questione del lavoro e costruire una struttura che possa risolvere l'emergenza di questo momento, gettando le basi per una cultura di organizzazione del mercato del lavoro», ha spiegato Franco Cesaro ieri, durante il convegno di presentazione del progetto organizzato all'istituto Stefani di San Floriano.
«Di solito ci troviamo in questo territorio per parlare di vino, di come venderlo meglio», ha esordito Gianmaria Tommasi, presidente di Valpolicella Benaco Banca. «Oggi però ci ritroviamo per parlare di un problema sociale che riguarda tutti», ha sottolineato Tommasi, «e siamo qui non per lamentarci ma per discutere di un progetto concreto. Non pensiamo di risolvere il problema ma di ridurlo attraverso una serie di iniziative».
A illustrare il «piano d'azione» è stato Cesaro: «Si partirà con degli incontri rivolti a specifiche categorie: chi sta soffrendo più della crisi sono i giovani che devono inserirsi nel mondo del lavoro e costruire un loro percorso specifico. E poi gli adulti che devono reinserirsi dopo una malattia o una gravidanza e coloro che non sono a proprio agio con la professione, e vogliono ricollocarsi».
Sono in programma poi confronti dedicati a chi vuole fare impresa in Valpolicella o a chi un'azienda già ce l'ha, ma sente la necessità di rivedere la riorganizzazione interna e individuare nuove figure professionali. Proprio a questo scopo sarà on line a breve un portale per il lavoro accessibile a tutti gli attori sociali della Valpolicella: grazie alla creazione di un database condiviso di curricula sarà favorito l'incontro tra domanda e offerta. Una risposta concreta ai bisogni dei cittadini piegati dalla crisi passa anche dai servizi messi a disposizione dai cinque Comuni.
Qui verranno aperti, nell'ambito dei servizi sociali, gli «sportelli di ascolto», nei quali opereranno volontari formati ad hoc attraverso un percorso di preparazione, costituito da cinque incontri di approfondimento sugli strumenti operativi da utilizzare. «Sempre più persone senza lavoro e ormai senza più ammortizzatori sociali ci chiedono aiuto», ha spiegato Domenico Bianchi, sindaco di Fumane, «ora potremmo mettere a loro disposizione delle figure apposite, create per far fronte a questi nuovi bisogni, per dare fiducia alle persone che ad ogni età possono ricominciare».

Francesca Lorandi
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