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Economia

20.08.2013

Sport Management cresce: sfiora i 20 milioni di fatturato

Sergio Tosi, presidente di Sport Management
Sergio Tosi, presidente di Sport Management

È la prima società italiana nella gestione di impianti pubblici destinati agli sport d'acqua, attualmente 31, dislocati soprattutto al Cento-Nord. Sport Management Spa, società sportiva dilettantistica, che per statuto non può dividere gli utili tra i soci, ma reinvestirli nell'attività, è riuscita ad interpretare in modo imprenditoriale la gestione di piscine, impianti natatori e strutture integrate (palestre, aree fitness, ecc) di proprietà delle amministrazioni pubbliche. I risultati danno ragione all'indirizzo che la società si è data: il bilancio 2012 certifica l'aumento dei ricavi del gruppo scaligero (fanno parte della galassia della Spa anche società collaterali partecipate, dedicate alla gestione degli impianti) a circa 20 milioni (erano 17,1 nel 2011) e della Sport Management che da sola fattura 16,8 milioni (erano 14,4 l'anno precedente).  In un anno le strutture gestite dalla società di via Settembrini, che a Verona ha in carico le piscine Santini e Belvedere, di proprietà comunale, in provincia, il Giò Club di San Giovanni Lupatoto, sono passati da 25 a 28 a fine 2012 fino alle attuali 31, gli iscritti da 45mila a 63mila, i passaggi singoli sono aumentati da 5,5 a 6,5 milioni, gli atleti tesserati saliti da 1500 a 1700. Gli addetti del gruppo sono 1.090, «un centinaio dipendenti a tempo indeterminato - spiegano dall'amministrazione - gli altri con contratti tagliati sul tipo di attività svolta all'interno delle varie strutture».  Solo nell'ultimo mese la spa veronese si è aggiudicata la gara per la gestione del centro Le Betulle di Luino (Varese), con decorrenza da settembre, e degli impianti natatori di Rosignano Marittimo, in provincia di Livorno. «Il nostro core business è l'acqua, un settore difficile, con un potenziale di rischio alto e margini di profitto non certi. Per questo occorre partecipare solo a gare per la gestione di impianti con caratteristiche precise: primo, il bacino di potenziali utenti, almeno 50mila. Non ci sosteniamo sul prezzo del biglietto, stabilito dall'ente pubblico, al quale paghiamo l'affitto della struttura, ma sui volumi», evidenzia Sergio Tosi, presidente della società. «Dunque puntiamo a sviluppare progetti istituzionali, che incentivino la pratica sportiva, destinati alle scuole, alle famiglie, agli anziani, ai diversamente abili, per incrementare il bacino dei potenziali utenti delle strutture in gestione», afferma.  Altra caratteristica imprescindibile per la sostenibilità della gestione sta nella natura dell'impianto, che deve essere coperto, per assicurare continuità d'uso indipendentemente dalla stagione. «Per noi le vasche esterne sono un valore aggiunto», dicono alla Sport Management.  La società investe parte delle risorse, generate dalla gestione degli impianti, nel sostegno dell'attività sportiva e agonistica delle squadre di nuoto (nel team di Sport Management, Filippo Magnini e Gabriele Detti, impegnati anche nei mondiali di Barcellona, ndr), pallanuoto (la squadra è in A2) e nuoto sincronizzato (la formazione sostenuta dalla società scaligera è terza a livello nazionale), cui ha destinato budget fino ai 700 mila euro annui.  Altre risorse vanno invece in investimenti per le strutture sportive. «Aldilà del supporto degli sponsor e degli inserzionisti pubblicitari, cerchiamo di instaurare qualche forma di partnership con le banche, per poter pianificare operazioni industriali di medio-lungo termine - conclude Tosi -. Non possiamo mettere sul piatto della bilancia la proprietà dei beni che gestiamo, ma la garanzia dei Comuni, che ci affidano le loro strutture, e i flussi degli incassi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Valeria Zanetti
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