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Economia

22.10.2011

Ridotti di metà i risarcimenti per le vittime della strada

L’indennizzo in caso di morte passa da 500mila a 250-300mila euro
L’indennizzo in caso di morte passa da 500mila a 250-300mila euro

Cambiamenti in vista, per le vittime della strada: meno soldi per il risarcimento del danno biologico, che potrebbe essere dimezzato e passare da quasi 900 mila euro a circa 500 mila, penalizzando chi subisce lesioni gravi e gravissime.
La notizia di un decreto del governo che potrebbe ribaltare il sistema tabellare fino ad oggi seguito dai singoli tribunali per liquidare le macropermanenti, giunge dal Cups, il Comitato unitario dei patrocinatori stragiudiziali. «Un decreto che, se approvato, sarà solo l'ennesimo regalo alle compagnie assicuratrici», è il commento a freddo di Stefano Manaccio, portavoce del Cups, e che sul piano pratico comporterà che «se una persona perderà due gambe in un incidente, gliene pagheranno una».
Reazioni pesanti all'orientamento del governo dure anche a Verona. «Quanto emerge dal decreto», dice Stefano Fanini, presidente Codacons Verona e Vicenza, «è il risultato di un interesse economico evidente delle compagnie assicuratrici che l'hanno voluto e sostenuto, a dir poco scandaloso»
«GOLPE ESTIVO». Se il disegno sarà approvato, aggiunge Fanini, «avremo un golpe estivo (il decreto è stato infatti presentato durante un consiglio dei ministri semi deserto) a danno delle vittime della strada e una palese iniquità dei valori economici delle tabelle di legge del danno biologico ivi stabilite. Pensiamo ai recenti drammatici casi verificatisi sulle strade del territorio veronese in cui vittime di lesioni gravi e gravissime potrebbero rischiare, con la nuova norma, di subire un trattamento risarcitorio diverso da altri soggetti nella medesima situazione. È vergognoso», aggiunge Fanini, «che a livello politico non ci si renda conto dei drammi vissuti da molte famiglie ridotte, talvolta, sul lastrico da eventi di particolare gravità, e costrette a fare quasi esclusivo affidamento su quanto otterranno a titolo risarcitorio».
«Vanno difesi i diritti dei danneggiati, negli ultimi anni calpestati da molti provvedimenti legislativi a dir poco censurabili. L'orientamento recente della giurisprudenza di legittimità», conclude Fanini, «è proteso all'adozione delle tabelle risarcitorie del danno alla persona del tribunale di Milano, quali uniche ed eque sul territorio nazionale, e non ad un ridimensionamento delle liquidazioni. Quindi se prima, a seguito di un decesso, i familiari avevano diritto, in base alla tabelle di Milano a 500 mila euro di risarcimento, adesso avranno diritto a 250-300 mila, e così via a seconda dei casi. Il decreto dimezza l'importo del risarcimento del danno subito dalle vittime della strada e dai loro familiari rispetto a quanto oggi riconosciuto dai tribunali. Per rimediare alla violazione dei diritti umani è necessario il ritiro del provvedimento».
TABELLA UNICA NAZIONALE. «L'adozione di una tabella unica nazionale è un dato positivo e degno di apprezzamento perché intende eliminare ingiustificate disparità di trattamento», commenta invece Davide Cecchinato, segretario di Adiconsum Verona
«Prima del recente intervento della Corte di Cassazione con la sentenza numero 12408/2011, a parità di danno, l'ammontare del risarcimento variava sensibilmente da regione a regione e finanche da città a città, in evidente violazione del principio di uguaglianza» dice ancora Cecchinato, «A mio avviso il decreto risolverebbe ulteriormente il problema, uniformando l'entità del risarcimento.
Per contro, una criticità della norma è la massiccia diminuzione del quantum che si aggira intorno al 50%. Tale diminuzione è criticabile soprattutto se non strettamente compensata da un'apprezzabile diminuzione del premio assicurativo».© RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Saglimbeni
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