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Economia

27.11.2013

Minotti Cucine in liquidazione e cerca un nuovo acquirente

La sede di Minotti Cucine srl a Sant'Ambrogio
La sede di Minotti Cucine srl a Sant'Ambrogio

Minotti Cucine spa è in liquidazione. La notizia è stata data ieri, durante un incontro in Provincia, dallo stesso liquidatore, Francesco Giannone, nominato la scorsa settimana dal cda del Fondo Opera spa. Erano presenti l'assessore al Lavoro Fausto Sachetto e i rappresentanti sindacali della Fillea Cgil, Stefano Facci e Graziella Belligoli. Giannone e il legale del Fondo Opera Maurizio Cimetti hanno spiegato che il futuro dell'azienda, almeno fino alla prossima settimana, sarà molto incerto.
Il Fondo Opera, che nel 2011 si era aggiudicato all'asta la ex Minotti Cucine spa, dopo l'investimento iniziale di 5 milioni di euro non ha voluto immettere nell'azienda dell'altro capitale. Da qui la decisione di nominare un liquidatore che individuasse un investitore interessato a rilevare la società o, almeno, ad affittare un ramo d'azienda. «Al momento siamo in fase di trattativa, stiamo cercando di garantire la continuità», hanno detto Giannone e Cimetti a margine dell'incontro. L'azienda interessata in questione è italiana, ma i rappresentanti del Fondo Opera hanno preferito non entrare nel dettaglio.
Bisognerà aspettare il 6 dicembre per conoscere il futuro della Minotti Cucine: è stato fissato per quel giorno, sempre nella sede della Provincia di via delle Franceschine, un secondo incontro con Sachetto e i rappresentanti sindacali, durante il quale Giannone illustrerà l'esito della trattativa che, se positivo, porterà verso un concordato. «Mi sono sembrati ottimisti», è stato il commento dell'assessore, «tuttavia credo sia evidente che se questa trattativa non avrà un buon esito, si andrà verso il fallimento».
Intanto il liquidatore si è detto disponibile ad iniziare la procedura per la cassa integrazione straordinaria dei 26 lavoratori che, da tre mesi, non ricevono lo stipendio. Uno spiraglio di speranza si era aperto un paio di settimane fa, quando l'azienda aveva pagato un anticipo del mese di agosto. Poi più nulla, per evidente mancanza di liquidità. «Ora Giannone farà tutti i passaggi utili per ottenere le autorizzazioni necessarie al fine di avviare la cassa integrazione», ha spiegato Belligoli al termine dell'incontro, «in questo modo i lavoratori potranno godere delle anticipazioni sociali, grazie ad un accordo stipulato tra la Provincia e alcune banche». Da dieci giorni in sciopero, questi dipendenti hanno organizzato un presidio permanente davanti ai cancelli dell'azienda. Con cartelli e bandiere ieri mattina si sono appostati all'ingresso della sede della Provincia, in attesa dei rappresentanti del Fondo Opera: «Facciamo un comitato di accoglienza», ironizzavano.

Francesca Lorandi
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