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Economia

20.09.2013

Le costruzioni vedono la luce in fondo al tunnel

L'occupazione in edilizia dovrebbe salire nei prossimi sei mesi del 3%
L'occupazione in edilizia dovrebbe salire nei prossimi sei mesi del 3%

Uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. Lo stanno scorgendo le imprese di costruzioni scaligere, che in linea con il trend veneto, pur evidenziando dati congiunturali negativi anche nel secondo trimestre 2013, esprimono aspettative di un miglioramento del mercato e di una ripresa della domanda per i prossimi sei mesi. Lo scenario si ricava dai dati a consuntivo, riguardanti l'andamento del comparto costruzioni, secondo le stime elaborate dal Cresme per l'osservatorio Ceav-Unioncamere del Veneto. Tra il 2008 e il 2012 il settore è stato interessato dalla più grave crisi dal Dopoguerra, attivando investimenti per poco più di 13,7 miliardi di euro, contro i 16 del 2008 (-2,3 miliardi circa). Una contrazione cui si è accompagnato il cambiamento nella struttura della domanda, concentrata ora sul mercato del recupero ed associata all'effetto del «piano casa». Un provvedimento che secondo Virginio Piva, presidente Ceav ha dimostrato «come una logica di lungo periodo si dimostra premiante. Al contrario, il sistema di incentivi oggi a disposizione delle costruzioni, benché molto interessante, ha il difetto di una scadenza troppo corta. Privando così le imprese della possibilità di programmare interventi ed investimenti». In questo contesto generale, da aprile a giugno, a Verona l'edilizia ha perso, rispetto allo stesso trimestre 2012, il 2,3% in termini di fatturato (-4,6% a livello regionale), il 2,5% degli ordini (-3,3%, è il dato veneto) ed il 10,5% degli occpuato (-6% è la media locale), con un calo degli addetti che mette la provincia al primo posto insieme a Rovigo per riduzione percentuale dei posti di lavoro. L'occupazione, secondo le previsioni formulate proprio dalle imprese, dovrebbe però riprendere quota nei prossimi sei mesi, quando si prospetta un recupero del 3% degli addetti. Non abbastanza da colmare il saldo negativo registrato nel secondo trimestre, ma comunque un'inversione significativa. Nel resto del Veneto le costruzioni hanno sofferto soprattutto nell'area montana (Belluno; -5,7% del fatturato) e nelle province di Venezia (-4,8%), Padova (-7,6%) e Treviso (-4,7%). Tuttavia, a fronte di questa dinamica ancora negativa, il dato relativo alle aspettative delle imprese, esprime saldi ancora negativi, ma in miglioramento, con fatturati in serie storica in recupero (dal -31% del quarto trimestre 2012, al -22% del primo trimestre 2013, fino al -16% del secondo trimestre 2013) e con ordini in crescita (si passa dal -22% del saldo sugli ordini dei trimestri precedenti al -8,5% del trimestre in esame), in arrivo dal nuovo residenziale e non residenziale, per cui il 60% delle aziende esprime stime positive, e dalla ripresa delle opere pubbliche, per effetto dei provvedimenti presi da Governo, soprattutto con il decreto del Fare. Al quadro si aggiunge la frenata dei prezzi dei materiali e dei servizi per le imprese edili, con un indicatore tendenziale del +2,5%, mezzo punto inferiore a quello del trimestre precedente e quasi un punto inferiore al quarto trimestre 2012. La congiuntura negativa ha determinato una diminuzione generale del numero delle imprese (-3,5% rispetto al 2011). Nonostante la crisi, nell'artigianato si sono rafforzate le società di capitale (+2,3%) e le cooperative e i consorzi (+8,3%). In forte crisi, invece, le ditte individuali (-14,8% nell'ultimo anno).

Valeria Zanetti
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