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Economia

07.12.2013

Il sistema Moda di Verona: il web per vincere sui mercati

Italo Martinelli
Italo Martinelli

Analisi del sito esistente, per metterne il luce punti di forza e debolezza, inserimento di mappe per aiutare il cliente nel trovare stabilimenti, spacci aziendali e punti vendita, apertura di profili sui social, acquisizione di tecniche per migliorare la posizione dei marchi sui motori di ricerca, progettazione di attività di e-commerce, su cui sviluppare offerte e saldi privati per la clientela web. Sono i principali interventi che le 18 imprese del settore moda, partecipanti al progetto «Distretti sul web», hanno richiesto. Il percorso, sviluppato da Google e Unioncamere, con il patrocino del ministero dello Sviluppo e la partnership della Camera di commercio scaligera, è arrivato alla fase conclusiva.
I risultati sono stati presentati giovedì a Villa Vecelli Cavriani, a Mozzecane, in un incontro al quale hanno partecipato Italo Martinelli, presidente del distretto VeronaModa (185 aziende della filiera, 5mila addetti, 31 tra enti e istituzioni a sostegno, export per circa 300milioni di euro, ndr), Riccardo Borghero, dirigente dell'Area affari economici della Camera di Commercio di Verona, Paolo Errico, amministratore delegato di Maxfone e consulente del distretto, Elena Bordon, referente di «Distretti sul web».
«Dal progetto Digitagliando, con il quale Regione, Unioncamere e Fondazione Comunica hanno fatto il check up digitale alle imprese venete emerge che solo il 50% ha un profilo Facebook, il 30% è su Linkedin, il 21% utilizza Twitter», analizza Borghero. «Però nella quasi totalità dei casi il profilo è gestito dal titolare o da persone non specializzate. Con Distretti sul web abbiamo cercato di migliorare le competenze delle imprese nel digitale».
Soddisfatte del progetto e dei primi risultati anche le partecipanti. «Grazie al miglioramento del sito, siamo riusciti ad formalizzare due collaborazioni con nuove aziende, e con uno stilista interessato alla nostra produzione», racconta Roberto Negro delle pelletterie Negro di San Bonifacio.
«Abbiamo aderito al progetto con il marchio di articoli femminili, Giulia Galanti (25 dipendenti, 5milioni di ricavi, ndr), che ha maggior propensione a trovare sbocchi all'estero, soprattutto nel Nord Europa», spiega Italo Martinelli alla guida di un gruppo di imprese di abbigliamento che fattura 15 milioni. «In genere abbiamo sempre lavorato con i grossisti privilegiando il B2b ora abbiamo intenzione di vendere on line, creando una piattaforma di e-commerce che si rivolga direttamente al consumatore finale, per aggredire anche il mercato cinese».

Valeria Zanetti
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