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Economia

29.08.2013

Export e Hollywood nei piani della Franklin & Marshall

Un'immagine di «Rush», il film che porterà sullo schermo F&M
Un'immagine di «Rush», il film che porterà sullo schermo F&M

Ci sarà un pezzo di Verona in «Rush», la nuova pellicola diretta da Ron Howard che racconta la rivalità storica tra i piloti di Formula 1 James Hunt e Niki Lauda. I capi indossati da Chris Hemsworth, che darà il volto a Hunt, saranno infatti firmati dalla Franklin & Marshall, società veronese del settore moda nata 12 anni fa, con sede logistica e commerciale a Montorio.  «Da molto tempo collaboriamo con il mondo del cinema e della musica», raccontano Giuseppe Albarelli, amministratore delegato, e Andrea Pensiero, responsabile dei prodotti.  «Per quanto riguarda Rush», spiegano, «è nato tutto da un incontro casuale, a cui sono seguiti dei contatti con la produzione. Abbiamo deciso di proporre un'idea, quella di vestire James Hunt. Il film è infatti ambientato negli anni Settanta, periodo al quale ci ispiriamo nella creazione dei nostri capi, e parla del mondo dello sport, che ci appartiene. Grazie ad alcune foto d'epoca, ci siamo ispirati a dei capi effettivamente indossati da Hunt, celebre all'epoca per la sua personalità esuberante. E le nostre idee sono piaciute». PROMOZIONE. La visibilità garantita dalla pellicola di Hollywood rappresenterà un ulteriore veicolo di promozione all'estero per l'azienda, sempre più orientata ad ampliare i propri mercati. «Nel 2012», spiegano Albarelli e Pensiero, «abbiamo esportato il 75% della produzione, terziarizzata in aziende venete». Numero destinato a crescere visti gli obiettivi che la Franklin & Marshall si è prefissata per i prossimi anni: «Abbiamo da poco aperto cinque punti vendita in Medio Oriente: in Arabia Saudita, Dubai e Kuwat. In questa stessa area puntiamo ad inaugurarne altri dieci nei prossimi due anni. Stiamo inoltre stringendo accordi con un partner coreano e con altri dell'Est Europa, dove ancora non siamo presenti». «Anche altri Paesi registrano il segno positivo», aggiungono Albarelli e Pensiero, «come il Giappone e, in misura minore, il Nord Europa, Germania e Svezia in particolare. Qui la crescita non riesce tuttavia a compensare il calo che stiamo registrando nell'area Sud dell'Europa». Un calo che ha portato l'azienda ad un calo del fatturato, che Albarelli definisce «fisiologico». «Dal 2006 al 2012», spiega ancora l'amministratore delegato di Franklin & Marshall, «abbiamo registrato una crescita costante, passando da 20 milioni ai 47 milioni di fatturato dello scorso anno, quando l'Ebitda è stato pari all'11 per cento dei ricavi. Ci aspettavamo che il calo arrivasse prima, invece lo registreremo del 2013, prevediamo un -2%, e nel 2014. È sicuramente legato alla crisi, anche perché il nostro brand è più esposto nel Sud dell'Europa, area che più ha risentito della crisi».

Francesca Lorandi
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