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Economia

16.10.2012

Chicago, qui l'America ha ripreso a sognare

La Sears Tower, simbolo di Chicago
La Sears Tower, simbolo di Chicago

Alberto Pasolini Zanelli
CHICAGO
Bartlett, un pezzo d'America antico e nuovo, con una sua storia importante e un interessante futuro. E uno dei centri in cui si articola la rinascita industriale dell'America. Insomma un simbolo.
Bartlett sorge alla confluenza di tre contee dell'Illinois, una delle quali, la Cook County, ha il suo cuore a Chicago, la metropoli industriale che guida l'America in questa opera di «ricostruzione» e ripresa; al punto che in una recente inchiesta su scala mondiale condotta da una grande rete televisiva Usa, l'area di Chicago è stata segnalata fra i quattro «modelli» su scala mondiale di modernizzazione e frontiera industriale, assieme alla Germania, all'Olanda e a Dubai.
Il ruolo dell'area di Chicago si distingue ulteriormente da quando è diventato sindaco della città Rahm Emannuel, che per questo ufficio ha lasciato un posto rilevante come quello di principale consulente di Barack Obama per la campagne elettorali. Il suo arrivo contribuisce a una strategia di largo respiro inaugurata dal governatore dell'Illinois, Pat Quinn, che punta soprattutto sull'ammodernamento delle infrastrutture e sul vantaggio che viene all'area dalla sua collocazione geografica, al centro della rete di trasporti di tutti gli States. Insomma a Chicago si è capito che occorre favorire l'insediamento delle imprese, anziché - come avviene in molte parti del mondo (Italia in testa) creare barriere o imporre carichi fiscali eccessivi per rimpolpare le casse comunali. Ciò detto,ed anche per questo, l'insediamento in quest'area ad alto livello competitivo costituisce una grande sfida che impone coraggio ma che proietta davvero l'impresa straniera nel grande mercato americano.
In questo quadro si colloca la scelta di molte aziende europee di partire alla conquista dell'America proprio da qui. Ma per quanto riguarda aziende come la Rana c'è di più. In questo caso si tratta di uno stabilimento locato nel Brewster Creek Business Park, da parte di una azienda «familiare», fondata mezzo secolo fa, la cui storia di successo, all'americano figlio del rischio e «della frontiera« piace e affascina.
Un esempio non solo per l'America, comunque, ma anche per l'Italia, al crocevia dei problemi (e delle possibili soluzioni) creati dalla globalizzazione e che tanto incidono sulle attuali difficoltà dei Paesi di più antico insediamento industriale. La concorrenza non esclude la collaborazione, come ha già dimostrato, in un'altra zona importante degli Stati Uniti manifatturieri, l'ingresso della Fiat nell'industria automobilistica di Detroit.
Insomma in questa America «difficile» osano entrare ed operare degli imprenditori cresciuti in un altro «Paese difficile» come il nostro. Ci sono richiami, ma anche differenze notevoli, al ruolo che l'Italia ha sempre giocato un po' in tutta l'America ma soprattutto in aree come quella dei Grandi Laghi, dove l'insediamento tricolore è radicato, anche come richiami «culturali» nel senso più ampio del termine. Chicago ha conservato, per esempio, il nome di Italo Balbo in una delle sue arterie principali, a ricordo della Trasvolata Atlantica degli anni Trenta. Aerei allora, oggi automobili nel Michigan e, nell'Illinois, pasta e salse: un mercato in espansione della popolarità mondiale del made in Italy culinario, esemplificato anche dalla straordinaria diffusione della pizza (negli Usa, va ricordato che un settore alimentare come appunto la pizza, ha creato il maggior numero di posti di lavoro nel Texas: trecentomila, più di qualsiasi altro ramo industriale).
Modernità dalla tradizione: è una delle strade indicate (difficili ma possibili) per un recupero dell'economia industriale nell'Occidente. La scelta dell'Illinois non è certamente casuale: c'erano altri due luoghi «candidati» negli Stati Uniti, due città della Pennsylvania a fare da nuovo volano di sviluppo internazionale; ma l'Illinois ha prevalso anche perché è uno degli Stati guida della riscossa a stelle e strisce.
Dal gennaio 2010, quando l'economia è ripartita dopo la recessione su scala nazionale, questo Stato ha aggiunto quasi centomila nuovi posti di lavoro, anche nel settore manifatturiero e il tasso di disoccupazione è sceso costantemente per quasi due anni. L'Illinois è in testa nel MidWest sia per le esportazioni, sia per quanto appunto riguarda gli investimenti diretti dall'estero sia come finestra verso l'enorme mercato interno. E non è un caso, forse, che il presidente che in questi anni ha tentato dopo il grande chock della crisi di incarnare un nuovo «sogno americano» sia quel Barack Obama che ha in Chicago la sua patria politica.

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