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Economia

14.08.2013

Arriva la «produzione snella» e non solo nel manifatturiero

La produzione snella si fa strada anche nel Veronese
La produzione snella si fa strada anche nel Veronese

La traduzione letterale è «produzione snella», dal termine inglese «lean production», e indica una nuova filosofia industriale, che mira a minimizzare gli sprechi fino ad annullarli. Un approccio manageriale innovativo, che negli ultimi anni si sta diffondendo a macchia d'olio anche tra le imprese veronesi e che ha come fil rouge permanente la caccia agli sperperi. Tra i precursori scaligeri della lean production c'è sicuramente Midac, azienda di Soave leader in Italia per la produzione di batterie industriali e di avviamento con un fatturato da 126 milioni di euro, che ha cominciato a cimentarsi con questa esperienza nel 2007. «Inizialmente abbiamo applicato il nuovo approccio alle attività della produzione, organizzando il flusso produttivo in base al principio del "one piece flow", cioé per realizzare un pezzo al volta», spiega l'amministraztore delegato e presidente di Midac Filippo Girardi. «Ciò ci ha permesso di rispondere all'evoluzione della domanda: nel corso dell'ultimo decennio, infatti, i lotti di produzione sono diventati sempre più snelli. I clienti hanno alleggerito gli stock per approvvigionarsi più di frequente e avere meno materiale in magazzino». Midac ha iniziato, dunque, a rendere più snella la produzione, riducendo il tempo di permanenza dei propri prodotti, soggetti a scadenza, nei centri di stoccaggio. Dal 2010 la lean production è entrata anche negli uffici dell'azienda per migliorare l'organizzazione del lavoro.  «Lo scorso anno abbiamo risparmiato complessivamente 400 mila euro, in linea con i dati del 2013», conclude Girardi. «Aver iniziato ad adottare la lean production prima della crisi, ci ha consentito di salvaguardare l'azienda: se così non fosse stato, sicuramente ci saremmo trovati più in difficoltà». ADATTA ANCHE ALLE PMI. La nuova filosofia industriale si adatta bene non solo alle grandi imprese, ma anche alle pmi. «Il primo step è stato capire come predisporre l'ambiente per l'implementazione produttiva», racconta Davide Zorzi, amministratore delegato del panificio Zorzi di Brentino Belluno, che dal 1960 sforna grissini e sostituti del pane.  «Abbiamo realizzato», spiega, «una linea unica di produzione che va dall'accettazione delle materie prime fino all'imballaggio finale: tutte le variabili vengono determinate passo dopo passo, attraverso i settaggi delle varie fasi e ciò ci consente di avere un output costante a livello di tempo e flessibilità dal punto di vista produttivo». La riorganizzazione interna non ha causato licenziamenti, né ha richiesto investimenti strutturali. «Siamo partiti con l'implementazione lo scorso dicembre», conclude Zorzi. «La produttività oraria si è leggermente ridotta, ma questo nuovo approccio ci ha consentito di ridurre l'incidenza dei costi circa del 15%». NON SOLO MANIFATTURIERO. La lean production può essere applicata alle realtà manifatturiere, ma non solo. «Confindustria Verona sta lavorando da due anni a questo progetto attraverso un "Lean team", che coinvolge dodici giovani funzionari dell'associazione», spiega il direttore di Confindustria Rita Carisano. «Attraverso il trasferimento nell'organizzazione associativa di alcune best practice prese proprio dall'approccio della lean production applicato alle realtà di servizio, il team ha avviato un percorso di miglioramento continuo, sviluppando un “sistema” organizzativo in grado di rispondere in maniera ottimale alle esigenze degli associati». Come si è proceduto? «Innanzitutto è stata effettuata un'analisi dei processi decisionali di ogni area e dei processi orizzontali per individuare eventuali criticità e le azioni lean da adottare: abbiamo puntato molto, ad esempio, sulla clusterizzazione delle aziende, in modo da fornire loro informazioni ad hoc», prosegue Carisano. «Questo nuovo approccio ci ha garantito qualche risparmio in termini economici, ma il nostro obiettivo era un altro: incidere sui comportamenti in modo da innescare un processo di continuo miglioramento».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Manuela Trevisani
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