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Economia

29.01.2014

Alla Elcograf 310 dipendenti verso la cassa straordinaria

Una delle macchine di stampa dello stabilimento ex Mondadori
Una delle macchine di stampa dello stabilimento ex Mondadori

Un 2014 iniziato in salita per l'azienda grafica Elcograf, la ex Mondadori Printing, che nei prossimi giorni chiederà la cassa integrazione straordinaria per 310 dipendenti dello stabilimento di Borgo Venezia e altri 47 in quello di Madone nel Bergamasco.
L'incontro al ministero del Lavoro è in programma domani, ma la strada sembra essere già segnata.
«Inizialmente si era deciso di fare domanda di cigs per 210 persone: il numero è aumentato di 100 unità, a causa della mancata acquisizione di alcune commesse, che si è verificata nelle ultime settimane», spiega Maurizio Vercelli, responsabile del personale di Elcograf. «In considerazione del grave momento congiunturale attraversato, infatti, l'azienda non può più sostenere i pesanti oneri connessi all'acquisizione di commesse a marginalità negativa».
Il riferimento è in particolare la stampa del catalogo generale del colosso svedese Ikea, che da decenni prendeva forma proprio nelle rotative dello stabilimento di Borgo Venezia.
LA GARA DELL'IKEA. L'esclusione di Elcograf dalla gara Ikea non potrà che avere pesanti ripercussioni sui carichi di lavoro dei dipendenti: da ciò deriverebbe l'estensione della richiesta di cigs a oltre 300 addetti.
Dura la reazione delle organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ulg carta e stampa, e della Rsu, che «esprimono la loro assoluta contrarietà a quanto l'azienda ha comunicato in merito alla vicenda della commessa Ikea e più in generale sulla strategia aziendale, tendente a rinchiudersi su poche commesse dal dubbio margine, rinunciando di fatto a governare e controllare il mercato», si legge in una nota unitaria. «Riteniamo miope una strategia basata unicamente sul contenimento dei costi del lavoro, senza nessuna visione strategica del futuro».
TAGLI AL SALARIO. Già la scorsa estate, come ricordano i sindacati, i lavoratori di Elcograf avevano rinunciato a una quota del salario integrativo, ritenendolo un sacrificio necessario per ridare competitività alla fabbrica. Tutto ciò, evidentemente, non è stato sufficiente.
«Ribadiamo che per noi questa è una strategia inaccettabile», sostengono Ivano Zampolli (Uil), Antonio Belviso (Cisl), Emanuele Bellomi (Cgil) e Alberto Pietropoli (Ugl). «Pertanto chiederemo una serie di incontri urgenti per delineare un piano di rilancio e per capire, insieme a tutti i soggetti della città, le reali intenzioni e la volontà di questa proprietà di mantenere vivo il sito di Verona».
ASSEMBLEA GENERALE. Sempre nei prossimi giorni verrà indetta l'assemblea generale per valutare con i lavoratori i percorsi e le iniziative da intraprendere.
A tutto ciò si deve aggiungere un ulteriore problema. Il 7 gennaio azienda e sindacati avevano raggiunto un accordo sui futuri prepensionamenti, che avrebbero interessato 72 addetti, di cui 60 dello stabilimento scaligero. Il 16 gennaio, però, sulla Gazzetta ufficiale è stata pubblicato un nuovo decreto, che interviene sulla legge dell'editoria 416/81 e ha valore retroattivo al 31 agosto 2013.
I dipendenti di aziende in crisi non potranno più andare in prepensionamento dopo aver versato 32 anni di contributi, ma dopo almeno 35 anni di anzianità contributiva a decorrere dal 1° gennaio 2014, 36 anni dal 2016 e 37 anni dal 2018. Dei 72 lavoratori Elcograf solo una decina risulterebbero avere questi nuovi requisiti: cosa accadrebbe, dunque, agli altri?
TUTTI DA GIOVANNINI. Proprio per chiedere delucidazioni in materia, i sindacati e Assografici hanno incontrato ieri il ministro al Lavoro Enrico Giovannini, che si è riservato di valutare se il nuovo decreto dovrà essere applicato anche agli accordi siglati prima del 16 gennaio o meno.

Manuela Trevisani
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