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Economia

06.08.2013

A Verona nasce il polo italiano delle apparecchiature radio

A Verona una «rete» di aziende per le antenne di nuova generazione
A Verona una «rete» di aziende per le antenne di nuova generazione

Il nome è impegnativo, se si considera che a portarlo sono due piccole imprese, operanti in un settore ad altissima tecnologia. L'obiettivo, ambizioso, è di esportare il know how e la ricerca italiane, applicate alle innovazioni richieste dal mercato, in tutto il mondo. Rete polo italiano delle apparecchiature radio «Guglielmo Marconi» è la nuova aggregazione costituita da tre aziende, registrata a Verona all'inizio di agosto, che ha tra le proprie finalità la commercializzazione di antenne di ultima generazione, satellitari o a propagazione elettromagnetica e la partecipazione a gare internazionali per la fornitura di sistemi di trasmissione radio e di automazione, ideati e costruiti da due imprese, una di Valeggio sul Mincio, l'altra del Bergamasco. Ad occuparsi del commerciale sarà Tedap, società veronese costituita da poco, che distribuirà in esclusiva, in Italia e nel mondo i prodotti di Telsa e Lea Antenne. La previsione è di riuscire a sviluppare, attraverso Tedap, per fine 2013, un volume d'affari pari a 14 milioni (ora le due aziende fatturano insieme poco più di 10 di milioni).  Telsa, bergamasca, è specializzata in antenne e sistemi di comunicazione; ha incrementato il suo business grazie ad un continuo investimento in ricerca e sviluppo e fornisce tecnologia al controllo del traffico aereo e dell'alta velocità ferroviaria, progetta e realizza impianti radio civili e militari, infine produce sistemi di telefonia e wireless. Occupa una cinquantina di persone e fattura circa 7 milioni. La scaligera Lea Antenne & progetti Spa di Valeggio, proprietaria del marchio Rac, è specializzata in progettazione, produzione e commercializzazione di antenne e sistemi wireless. Tra i suoi clienti Motorola, Selex Comunications, Trenitalia. Ha un fatturato di 3,6 milioni di euro. E rapporti consolidati con il Dipartimento di ingegneria dell'informazione e scienze matematiche dell'Università di Siena, diretto dal professor Stefano Maci, responsabile scientifico dei progetti dell'aggregazione scaligera. Le tre imprese, ora in rete, potranno uniformare le procedure aziendali, inoltre il management di un'azienda si potrà occupare di attività anche delle altre aggregate, sulla base delle singole specializzazioni e del know-how. «Sarà così più facile sviluppare attività comuni di progettazione, ricerca e sviluppo, produzione, commercializzazione e assistenza post-vendita», evidenzia Luca Castagnetti, commercialista veronese di Studio Impresa, advisor dell'operazione. «L'aggregazione, che ha scelto la forma di rete contratto, (senza personalità giuridica e partita Iva, ndr), consentirà alle aderenti di partecipare a gare internazionali». Va.Za.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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