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30.11.2009

Simone Butturini con Richard Hess, sguardi europei

«Ore 24», pastello di Simone Butturini del 2005
«Ore 24», pastello di Simone Butturini del 2005

Un luogo comune: giovane artista emergente. Non utile per presentare Simone Butturini, che Verona - e non solo - ha potuto conoscere nell'estate del 2007 per la mostra alla Gran Guardia: «Quarantesimo - uno sguardo» curata da Giorgio Cortenova (catalogo Silvana Editoriale).
Quella cinquantina di tele esposte erano il frutto dei primi vent'anni di studio e ricerca, ma anche di una serie non comune di confronti espositivi: dalla galleria Fra Giocondo di Verona (1990) alla Rathausgalerie di Bressanone e alla Kassgalerie di Insbruck (1994); dalla presenza con tre opere alla XLVI Biennale di Venezia del 1995 alla personale alla Joseph D. Art Gallery di Toronto (1995). A scoprirlo a Verona era stato - come per tanti giovani talenti - Giorgio Ghelfi che gli dedicò un quaderno monografico già nel 1994 con testi di Bruno Rosada e Raffaele De Grada.
Dopo la Biennale di Venezia del 1995 si interessano della sua pittura Marco Goldin, che lo inserisce nel gruppo dei quaranta pittori che raccoglie alla Casa dei Carraresi di Treviso nella mostra "Pitture - il sentimento della forma" (catalogo Electa), e Floriano De Santi con cui partecipa selezionato al 49° Premio Michetti del 1997; e, a seguire. ad una decina di premi nazionali e internazionali. Chi vuole notizie più ricche, può aprire il suo portale e leggersele (www.simonebutturini.it) .
Oggi presentiamo la sua prossima avventura europea. Questa volta è stato invitato dallo scultore berlinese Richard Hess (uno dei più importanti a livello europeo) ad esporre con lui in una doppia personale a Berlino nella Galerie der Moderne di Manuela Motter e Max Kattner (Hindenburgdamm 57) sino al 4 gennaio 2010 «Richard Hess e Simone Butturini».
Una trentina di tele e qualche pastello che rappresentano la ricerca di questi ultimi anni come già era apparsa nell'antologica curata da Floriano De Santi presso le Grafiche Aurora di Verona «Sulle soglie del reale» (2006), compiendo, come sempre avviene per Simone Butturini, un ulteriore passo verso una pittura scabra, quasi strisciata sulla tela "come abrasa da una luce radente" ricca di una "intensità realistica" e di "rimbalzo visionario". Certamente fuori dalle mode che lasciano ( ed hanno lasciato) il tempo che trovano e va oltre i confini del visibile,per rapirti nel gorgo di nuove realtà e nuove illusioni, di nuovi spazi e nuovi tempi, che incontri nella quotidianità, quando in essa sai scoprire l'infinito e l'eterno che la agitano e la fanno sembrare immobile nella sua apparente banalità.RED

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