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19.08.2009

Scatti della memoria tra il Baldo e il Garda

La veduta del paese in una vecchia cartolina
La veduta del paese in una vecchia cartolina


«Ogni uomo ha una storia e ogni storia merita di essere ascoltata»: questo aforisma anonimo, apposto nella locandina della mostra fotografica «Scatti dalla memoria - Immagini di S. Zeno di Montagna dall'800 a oggi», aperta fino al 23 agosto, ne riassume il senso e lo scopo. Allestita nel palazzo tardo-gotico di Ca' Montagna, a San Zeno di Montagna, la rassegna, giunta alla terza edizione, si propone infatti, attraverso cartoline d'epoca, fotografie d'altri tempi e testimonianze di vario genere, di ridare vita a pagine di storia che rischiavano di essere dimenticate.
Suddivisa in più sezioni da Alessandro Martinelli, Corrado Bonetti, Giovanni Finotti, Laura Modena e Paolo Campagnari, la mostra punta l'obiettivo su momenti di vita quotidiana, sulle attività umane, su suggestivi scorci delle contrade, sul paesaggio nelle diverse stagioni, in un continuo raffronto tra passato e presente. Racconta la storia della comunità e della sua gente, profondamente legata al paese e alle tradizioni della propria contrada, dedita al lavoro e alla famiglia. Focalizza l'attenzione anche sul mondo della scuola, entra virtualmente nelle aule e si muove tra i banchi, dove gli alunni, forniti di penna e calamaio, imparavano a leggere e scrivere.Le immagini, raccolte dagli organizzatori e dalla stessa popolazione, fotografano sanzenati di ieri e di oggi e danno spesso voce a chi ora non c'è più. Significativa a tale proposito la sezione presentata all'ultimo piano, non utilizzato nelle precedenti edizioni: in un'ampia sala, in cui la luce entra soffusa dalle piccole aperture del sottotetto in una sorta di camera oscura, appesi a due fili, si succedono scatti in bianco e nero, che ritraggono volti fissati in atteggiamenti abituali, durante il lavoro o in pause di riposo, in occasione di feste o competizioni sportive. Parlano da soli gli occhi che guardano lontano del Castagni, giunto alla centoseiesima primavera in compagnia dell'inseparabile pipa; l'eccentrico e sorridente Batista, lo stradino del paese; il Baffo, geloso custode dell'isolata contrada Canevòi. E altri ancora, tra cui Bepi Pippa, reduce di Russia, che commuove ancora quando racconta la ritirata del corpo d'armata alpino nella sterminata steppa. Sullo sfondo compaiono sempre il Baldo e il lago di Garda, in cui il «paterno monte» si specchia, costituendo l'imprescindibile binomio che, tra cime e acqua, caratterizza questa terra. Il Baldo, luogo frequentato non solo da turisti, ma anche da numerosi cacciatori che nel passato fecero di questa attività addirittura una professione; durante l'inverno, divenne meta ambita di appassionati sciatori. Come testimoniano le immagini, questa vocazione allo sport e allo svago s'è mantenuta nel tempo, specie negli ultimi dieci anni, da quando la squadra del Chievo ha scelto San Zeno come sede del ritiro estivo.
La mostra, resa possibile grazie anche al materiale d'archivio del giornale L'Arena, gode del patrocinio del Comune di San Zeno, della Biblioteca comunale e del ChievoVerona. Da martedì a domenica, ore 10-12 e, da venerdì a domenica, anche negli orari: 17-19, 21-22.30. Ingresso libero.

Cecilia Tomezzoli
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