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14.11.2009

Corot
i primi arrivi

"La siesta" di Cèzanne
"La siesta" di Cèzanne

"La sieste" o "Garçon étendu dans l'herbe" di Paul Cézanne è una bellissima tela, dipinta verso il 1887, di 54 centimetri per 65, che raffigura un ragazzo disteso sull'erba in un paesaggio agreste con un piccolo specchio d'acqua, e che proviene da una collezione di Los Angeles. A questo quadro è toccato l'"onore" di essere appeso per primo, ieri mattina, nella sala centrale al piano nobile della Gran Guardia, dove fervono i preparativi per la grande mostra "Corot e l'arte moderna. Souvenirs et impressions" che aprirà al pubblico fra due settimane, venerdì 27, e dove abbiamo fatto una visita, in esclusiva e in anteprima, accompagnati dall'assessore alla Cultura, Mimma Perbellini.
"Emozionante" esclama, davanti all'opera di Cézanne, che campeggia per ora solitaria in uno dei contenitori previsti dall'allestimento.
Ed è davvero un'emozione, sia ammirare questo olio, che fa parte della sezione su "Corot, il primo dei moderni", sia assistere alla "nascita" della mostra, con gli operai che appendono i quadri sotto le indicazioni dei tecnici del Museo di Castelvecchio, tra cui Alba di Lieto, autrice con Nicola Brunello del progetto allestitivo, e Francesca Rossi, che afferma "E' bello per noi cominciare il nostro lavoro con questa tela, che rappresenta un momento di grande serenità e tranquillità".
L'opera è uscita da una delle 23 casse arrivate ieri: le prime, contenenti complessivamente una trentina di quadri; le altre sono attese nei prossimi giorni. Sono usciti anche i primi Corot: due vedute del "Mont Soracte", pure appesi nei contenitori, che sembrano una sorta di box, o grandi scatole aperte, che dispongono di un innovativo sistema d'allarme e di luci che possono essere orientate e "dosate" a seconda delle esigenze.
Niente più barriere, quindi, tra i visitatori e le opere, che possono essere avvicinate liberamente, ovviamente rispettando una certa distanza, perché non scatti il segnale d'allarme.
I colori: un elemento importante dell'allestimento, come rileva l'arch. Di Lieto: rosso, ocra, lilla e grigio contraddistinguono i contenitori nelle varie sezioni e nel rapporto con i quadri appesi. "L'ultima sala, prima dell'uscita- sottolinea- sarà invece all'insegna del blu, per differenziare questo spazio, che vedrà la libreria ed una serie di servizi con informazioni relative alla città, oltre a supporti multimediali".
"A differenza della mostra di Reims, da cui provengono alcune opere- ci dice l'assessore Perbellini- dove l'allestimento non rendeva giustizia, alla Gran Guardia abbiamo cercato di valorizzare i quadri con un allestimento rispettoso ma nel contempo moderno e tecnologico".
L'impressione, pur tra i "lavori in corso", è positiva: dall'ingresso della mostra, gli spazi espositivi del piano nobile si presentano uno di seguito all'altro, con una visione d'insieme che va dall'inizio alla fine. Le opere, un centinaio, quindi molte meno di quelle della famosa esposizione sul Mantegna, saranno esposte tutte qui.
"Visitare la mostra- rileva l'assessore- sarà come immergersi virtualmente in un libro di storia dell'arte in cui si colgono i passaggi fondamentali di quattro secoli di pittura, da Poussin a Picasso".
Il viaggio inizierà già percorrendo la monumentale doppia rampa di scale che porta al piano nobile, dove è prevista la biglietteria: sul soffitto verranno proiettati dei cieli, che preludono al tema del paesaggio, centrale nell'arte di Corot.
E' un grande avvincente "cantiere", per ora, la Gran Guardia. Ancora pochi giorni e sarà trasformata nella sede di una mostra tanto attesa.


Lorenzo Reggiani
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