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12.10.2009

Bortoloni, Piazzetta e Tiepolo, maestri veneti

Un’opera di Bortoloni
Un’opera di Bortoloni

Una mostra dedicata al Settecento veneto che riscopre per farlo conoscere al grande pubblico Mattia Bortoloni, rodigino di nascita, famoso e molto richiesto in vita, ma passato poi nel dimenticatoio, e ritornato solo di recente all'attenzione della critica. Si tratta di «Bortoloni, Piazzetta, Tiepolo. Il 700 veneto», che sarà allestita a Rovigo, nella pinacoteca di Palazzo Roverella, a partire dal 30 gennaio. Verona ha ospitato la prima delle conferenze di presentazione della mostra, che si è svolta a Castelvecchio, in sala Boggian, e che ha visto gli interventi di Fabrizio Magani, soprintendente per i Beni storici e artistici di Verona, Rovigo e Vicenza, di Alessia Vedova, curatrice della mostra, e della direttrice del musei civici scaligeri Paola Marini, che fa parte del comitato scientifico della mostra stessa.
«Dunque finalmente una grande mostra "svelerà" la figura del pittore Mattia Bortoloni», ha spiegato la Marini, «ponendolo a confronto con Piazzetta, Tiepolo, Balestra, Ricci, e altri grandi del Settecento veneto. Verona non conserva opere del Bortoloni, però il legame con la nostra città avviene tramite il veronese Antonio Balestra, che lo ebbe giovanissimo come allievo-. E fu proprio questo apprendistato che permise al giovane Bortoloni di apprendere i primi fondamenti dell'arte pittorica, e di assorbire e quindi rielaborare originalmente elementi derivati da differenti artisti che in questo ambito potè conoscere. Certamente Bortoloni studiò le opere dei più importanti pittori dell'epoca presenti a Veenzia, come Dorigny, Piazzetta, Ricci e di alcuni artisti seicenteschi come Carpioni. Verona fa inoltre due prestiti alla mostra di Rovigo, un quadro del Mariotti ed uno del Tiepolo».
E proprio riguardo al Tiepolo, Bortoloni a lungo fu considerato "solo" come uno dei migliori aiuti di Giovan Battista Tiepolo, tanto che è ancora oggi difficile distinguere in alcuni grandi capolavori ciò che si deve al pennello dell'uno e dell'altro. Famosa del Bortoloni resta piuttosto il grandissimo affresco unitario (il maggiore di ogni tempo, con i suoi 5.500 metri quadri) della cupola del Santuario di Vicoforte, in Piemonte, capolavoro del barocco piemontese. La mostra di Rovigo propone invece una collezione di opere che a Bortoloni restituiscono la fama per la sua originalità, per l'ironia spesso irriverente, l'anticonformismo che connota tutta la sua produzione, in controtendenza rispetto alla pittura religiosa dell'epoca.A.GAL.

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