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Mondo Libri

02.03.2010

Un furto all'origine e nella sua fine lo scherzo da prete

Uno scorcio di Palazzo Giuliari, rettorato dell’università, dove domani si presenterà un libro sull’edificio
Uno scorcio di Palazzo Giuliari, rettorato dell’università, dove domani si presenterà un libro sull’edificio

Domani alle 16, nella sala Barbieri di Palazzo Giuliari, sarà presentato il volume Palazzo Giuliari a Verona - Da residenza privata a sede universitaria, a cura di Loredana Olivato, docente di storia dell'arte moderna e storia dell'architettura, Gian Maria Varanini, docente di storia medioevale, edito da Cierre e dall'Università di Verona.
A parlare dell'opera, oltre al rettore Alessandro Mazzucco, ai curatori e agli autori, ci saranno Giuseppe Barbieri, professore di storia dell'arte moderna a Cà Foscari di Venezia, e Silvana Collodo, professore di storia medioevale a Padova.
Il libro è nato in occasione del restauro della facciata di palazzo Giuliari, sede del rettorato, tra il 2006 e il 2008, curato dall'ufficio tecnico dell'Università d'intesa con la Soprintendenza per i beni architettonici. E in previsione del restauro degli interni è stato concepito questo volume, al quale hanno collaborato docenti, ricercatori, dottori di ricerca, laureati delle facoltà di economia, lettere e filosofia, lingue e letterature straniere.
Varanini apre con un saggio che ricostruisce le vicende medioevali della zona: L'area di palazzo Giuliari e del Campo Marzio nel Medioevo (secoli XII - XV).
A Barbara Tregnago, che prima fece una tesi di laurea sul palazzo, e ad Alessandra Zamperini è stato affidato il compito di illustrare le storie delle famiglie che vi vissero nel capitolo Dai Fracastoro ai Guagnini.
PRENDI I SOLDI E SCAPPA Ancora Varanini racconta le vicende della famiglia Giuliari dal Trecento al Settecento, con la rievocazione del curioso episodio che è all'origine dell'arrivo a Verona nel 1373 di Iacopo del Oliariis (antica forma del cognome Giuliari), che, approfittando della sua posizione di tesoriere di Francesco il Vecchio da Carrara, signore di Padova, scappò con tutti i soldi della cassa, 37mila ducati, «senza l'altre arçenterie et perle», nel pieno di una guerra.
Anche se la somma trafugata fu in parte restituita negli anni successivi, il grosso rimase nella disponibilità della famiglia che si fermò a Verona.
UNA STORIA DI FAMIGLIA Di nuovo la Zamperini ricostruisce le vicende familiari dei Giuliari, stabilitisi nella zona di San Paolo, tra il Cinquecento e il Settecento, mentre quelle dei secoli successivi sono indagate da Francesco Giacobazzi Fulcini. Sulle vicende costruttive del palazzo e sulla sua decorazione nel Cinquecento si sofferma la Zamperini, mentre la Olivato approfondisce la ricostruzione avvenuta nel Settecento. Sulle pitture e gli stucchi sempre dello stesso secolo indaga Monica Molteni, mentre Gian Paolo Marchi analizza i medaglioni con iscrizioni greche della Sala Barbieri. Gli ultimi capitoli sono dedicati al fortunoso e fortunato ritrovamento in uno scantinato della facoltà di lingue di una consistente parte della biblioteca di casa Giuliari (saggio di Giancarlo Volpato e Beatrice Marchetto) e alla ricostruzione, da parte di Valeria La Monaca, della presenza come ospite nelle storiche stanze di Theodor Mommsen, premio Nobel 1902, ma soprattutto il più grande studioso ottocentesco di iscrizioni latine. Le pagine conclusive di Gianna Gaudini ed Elena Nalesso riassumono le vicende e le tecniche del restauro. È un libro certamente accademico, ma che in molti punti ha la forza di avvincere come un romanzo storico.

Giancarlo Beltrame
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