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Exhibition

05.09.2009

Alessandro Zenatello, «el pitòr» che affrescava la natura

Alessandro Zenatello, «Ponti a Verona»
Alessandro Zenatello, «Ponti a Verona»

Una esaustiva mostra personale per riscoprire e ampliare la conoscenza sulla vita e sulle opere del pittore veronese Alessandro Zenatello (1891-1977) verrà inaugurata il 5 settembre alle 11 a Vicenza, nel bel sito della chiesa del complesso monumentale di San Silvestro, nella omonima contrà, vicino alla stazione e al centro storico.
Alessandro Zenatello è uno dei più significativi artisti veronesi del Novecento, un momento in cui la cultura artistica cittadina raggiunge vertici di eccellenza. Una stagione nata sul filone della tradizione di fine Ottocento e sviluppatasi poi in un movimento ricco di fermenti e di spunti culturali e artistici innovativi.
Alessandro Zenatello nasce a Monteforte d'Alpone il 7 dicembre 1891. La mamma muore subito dopo il parto e questo tragico evento segnerà profondamente la personalità umana e artistica di Alessandro. Da ragazzo Zenatello frequenta l'Accademia Cignaroli e soli vent'anni una sua opera figura già alla Biennale di Venezia, evento che attirerà l'interesse di critici e collezionisti. Nel 1918 partecipa all'esposizione di Torino e nel 1921 a quella internazionale di Vienna. L'artista guarda alla Secessione viennese, alla pittura a macchia dei toscani, alle espressioni del tardo Ottocento e, nell'ambito di casa, a Felice Casorati e al gruppo dei «Pittori di Verona» da lui fondato. Partecipa attivamente al «Movimento artistico letterario sociale Chiaro di luna», contro il manifesto di Marinetti «Uccidiamo il chiaro di luna», proclamandosi contrario a ogni intellettualismo. Nel 1924 l'artista si trasferisce da Monteforte a Caldiero, dove apre lo studio in un salone nella Rocca. Nel 1938 sposa la sua giovane modella Ines Marangoni. Nel 1946 nasce il figlio Sandro. Nel 1955 con la famiglia di trasferisce a San Michele Extra. Muore il 27 gennaio del 1977, a 85 anni, all'ospedale di Soave, dopo una brevissima malattia.
«La sua arte - si legge nella presentazione alla mostra eaborata da Marifulvia Matteazzi Alberti, Daniela Zumiani e Gino Prandina - trovava un grande apprezzamento e riscontro con l'impasto cromatico deciso che evidenzia un colore denso e fragrante, con tinte giustapposte, creando ritmi e timbri festosi da assaporare nella sacralità di ogni rito quitidiano: i suoi animali di cortile (...), tanti bimbi felici di niente (...), tra soffioni, margherite e spighe di grano».
«È la natura che mi dà indipendenza, libertà, ispirazione e ossigeno», ripeteva Alessandro Zenatello, che nelle campagne tra Soave e Caldiero era molto popolare, conosciuto come «el pitor» perché amava dipingere dal vero. Zenatello fu anche apprezzato affrescatore. Sue opere si trovano in molte chiese delle province di Verona, Vicenza e Padova. Si tratta di una trentina di cicli di affreschi caratterizzati da coerenza stilistica e vivacità espressiva e cromatica, da figure cariche di umanità nel ritrarre il lirismo della gente semplice.
Oggi il figlio Sandro vuole rinverdire promuovendo questa mostra vicentina la memoria del padre che gli ha lasciato un'eredità morale tanto preziosa e impegnativa, un dono affettivo e culturale, dai paesaggi alle figure, dai giochi dei bambini ai grandi soggetti sacri degli affreschi, dagli oli ai disegni.
La mostra durerà fino a domenica 27 settembre, orari giovedì e venerdì dalle 16 alle 20, sabato e domenica 10-12.30, 1t6-20. Martedì 8 settembre alle 18 nella chiesa di San Silvestro si svolgerà un incontro per rivisitare la pittura di Alessandro Zenatello alla luce della sua contemporaneità, analizzando con interventi e momenti lirici la cultura dei primi decenni del Novecento. Per l'occasione la mostra aprirà alle 16.

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