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Exhibition

12.11.2009

Aldo Tavella, il respiro di una vita d'arte

Aldo Tavella, «Il cantiere», una delle opere esposte
Aldo Tavella, «Il cantiere», una delle opere esposte

È dedicata a uno dei più significativi rappresentanti della tradizione pittorica novecentista veneta la mostra che si aprirà sabato alle 18 a Palazzo della Ragione «Aldo Tavella. Il respiro di una vita». La rassegna, organizzata da Itaca con il patrocinio del Comune, celebra nella città natale e a pochi anni dalla sua scomparsa (2004), il centenario della nascita di un maestro della pittura ad olio e dell'affresco. La mostra, in programma fino al 13 dicembre, è curata da Mario Guderzo e Paolo Levi e contempla un centinaio di opere che documentano una carriera ricca di riconoscimenti e una ricerca impegnata a ritrarre lo spettacolo quotidiano dell'umanità.
Artista veronese, Aldo Tavella, docente e direttore della storica Accademia Cignaroli, si è dedicato, durante la sua lunga carriera, alla pittura a olio e all'affresco. Legato alla grande tradizione pittorica veneta, derivata da una sistematica frequentazione dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, Tavella non ha mai abbandonato quella componente legata alla tradizione novecentista italiana. La sua è stata una ricerca intensa di soluzioni a problemi esistenziali, fatta con l'uso di quegli strumenti che più gli appartenevano: l'arte e la pittura. Presente in molte collezioni pubbliche e private nonché nelle più importanti manifestazioni d'arte italiane ed internazionali, la sua attività artistica è segnata da un susseguirsi di rinomati riconoscimenti, come la partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia, nel 1950 e l'assegnazione di numerosi premi nazionali.
La ricchezza materica delle sue tele e delle sue tavole lo hanno legato inscindibilmente al colore quale elemento determinante per la sua arte tanto che lo stesso Remo Brindisi ha evidenziato nella pittura di Aldo Tavella i valori luministici «che dall'impasto pittorico, scaturisce in un'analisi segreta sugli oggetti, più che sui paesaggi e le figure» (A-Tavella, Verona 1975, p. 2),un'importante considerazione fatta da un maestro indiscusso del valore della tradizione.

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