Verona è arrugginita, Stern è scatenato

Mads Jensen, il nuovo opposto di Verona, è partito subito titolare SERVIZIO FOTOEXPRESSIl muro di Verona sull’attacco di Wojciech Wlodarczyk
Mads Jensen, il nuovo opposto di Verona, è partito subito titolare SERVIZIO FOTOEXPRESSIl muro di Verona sull’attacco di Wojciech Wlodarczyk

Rientro amaro per la Nbv Verona. Dopo la pausa forzata di un mese, i gialloblù tornano in campo per il derby contro Padova e all’AgsmForum perdono 3-1 una gara che con un po’ più di cinismo e ritmo partita avrebbero anche potuto portare a casa. La squadra di Stoytchev, un po’ a corrente alternata, capace di grandi recuperi quando tutto sembrava già compromesso - vedi il terzo ma soprattutto il quarto (33-35 dopo avere annullato ben 9 matchball agli avversari, tre di fila sul 21-24. E aver sciupato 3 set point) - paga di sicuro un bel po’ di ruggine vista l’impossibilità in questo periodo di allenarsi a pieno regime per i diversi giocatori fermati per Covid. Senza considerare che nel frattempo il sestetto ha perso pure un pezzo da novanta come Boyer. Ieri, a sorpresa, Stoytchev ha schierato subito titolare il suo sostituto, il giovanissimo danese Janesen: il ventenne mancino di 209 centimetri non ha nemmeno fatto in tempo a disfare le valigie (ufficializzato solo venerdì) che era già nello starting six. E si è messo pure in mostra con un buon 54% in attacco e 16 punti. Chiaro però, che nei meccanismi di gioco, benché il ragazzo si fosse allenato quest’estate con la squadra, qualcosa è per forza cambiato e Spirito, il regista, ha dovuto subito adattarsi al nuovo innesto, che, lo ripetiamo, è pure mancino. Insomma, Verona non era nelle condizioni migliori per affrontare una squadra come Padova (e la sconfitta di Perugia per 3-0 con Monza qualcosa dice sullo stato di forma delle squadre che per il virus sono dovute stare ferme a lungo). Kioene che, d’altro canto, invece, non si è mai fermata ed è in piena crescita. Squadra combattiva, che difende tutto, e che ieri ha avuto nell’ex Stern il mattatore della serata con 31 punti e il 60% in attacco. Praticamente inarrestabile e giustamente premiato, a fine partite, come migliore in campo. Ma buona gara anche per il sorprendente Bottolo, di Wlodarczyk e dei due centrali, Vitelli e Volpato, tutti ben orchestrati da Shoji. Detto questo, Verona, che ha però ancora tre partite da recuperare, «il trittico dell’Emilia Romagna», vale a dire Ravenna, Piacenza e Modena, adesso è ferma nei bassifondi della classifica con nove punti al nono posto e dovrà ritrovare in fretta gioco e condizione visto che tra poco sarà costretta a un tour de force per rimettersi alla pari con le altre formazioni. Dovrà soprattutto crescere a muro (gli attaccanti avversari passano con troppa facilità), in difesa e in contrattacco dove, a volte anche in modo un po’ rocambolesco, regala troppi punti agli avversari. Il tempo stringe, i punti persi si pagano caro e i play off adesso che ufficialmente inizia il girone di ritorno (recuperi a parte) si avvicinano. Centrarli non sarà per nulla scontato. Ci sarà da lottare e da soffrire a ogni partita. Per questo Verona dovrà evitare di fare troppi regali agli avversari. Se ieri era ancora convalescente, dovrà guarire in fretta. D’altra parte il campionato non aspetta, che sia falsato o meno. •

Marzio Perbellini