CICLISMO

«Un bronzo meritato E voglio riprovarci fra tre anni a Parigi»

Il campione veronese Elia Viviani racconta la sua Olimpiade e i progetti futuri
Obiettivo centrato, Elia Viviani con la medaglia di bronzo
Obiettivo centrato, Elia Viviani con la medaglia di bronzo
Obiettivo centrato, Elia Viviani con la medaglia di bronzo
Obiettivo centrato, Elia Viviani con la medaglia di bronzo

Elia Viviani, dopo tre-quattro giorni tranquilli, ha ripreso a pedalare giovedì scorso «con tre-quattro ore di allenamento sino al week-end», dopo aver concluso i Giochi olimpici di Tokyo dove ha conquistato la medaglia di bronzo nell’omnium, cinque anni dopo il successo a Rio 2016. L’olimpionico ribadisce «la soddisfazione per il risultato raggiunto». «Dopo due anni difficili», spiega, avevo bene in testa l’obiettivo da raggiungere».

 

Che era andare a medaglia?
Al nostro interno, non si pensava tanto alla possibilità che tornassi sul podio olimpico, mentre si sperava più sull’americana, invece ho dimostrato che quando mi preparo per un obiettivo, ci arrivo pronto, soprattutto quando si tratta di pista e di Olimpiadi, e capace di gestire gli impegni.

 

Un bronzo più che meritato.
Un bronzo quasi argento, sicuramente guadagnato, conquistato, tanto più se penso a come l’avevo cominciato.

 


Con il senno di poi si potrebbe dire che, nel finale della corsa a punti, avrebbe dovuto sprecare meno energie attendendo il rientro di Stewart dopo il giro guadagnato e puntare tutto sulla volata finale?
Sì, è così. Il fatto è che non sapevo come fosse in classifica il neozelandese. Ero in lotta, soprattutto, con Thomas e Van Schip e, quando li ho lasciati andare via, mi sono detto che l’argento era vicino, invece a 500 metri dalla chiusura Stewart è rientrato.

 

Cambia poco tra bronzo e argento?
Cambia, cambia, ma per come ero partito e come si è comportato Walls, che era in pieno controllo dell’omnium e faceva veramente quello che voleva, la medaglia di bronzo era il miglior risultato possibile.

 

Si è spiegato la falsa partenza nello scratch?
Possono aver inciso gli allenamenti fatti da solo, senza la moto, nei giorni precedenti oppure non essere in uno dei tre turni del quartetto dell’inseguimento.

 

Ci sperava?
Indubbiamente sì, ma è ovvio che, per come stavano andando i ragazzi, io sarei potuto entrare solo nel caso qualcuno non andasse bene o stesse male. Il quartetto, invece, aveva, ha, raggiunto una perfetta armonia. Fatto sta che allo scratch ero bloccato e, visto che era il primo giorno dell’Olimpiade, un po’ di tensione c’era ed ho pagato. Si è visto che proprio non c’ero quando, andata via la fuga, ero comunque dietro quando è cominciata la volata per un miglior piazzamento.

 

Poi ha corso forse la sua miglior tempo race...
Sì, però anche lì con un solo punto in più sarei stato secondo al posto di ottavo. Va detto, però, che se fossi arrivato alla corsa a punti con un minor distacco rispetto a 24-28 punti che avevo dalla zona medaglie, sarebbe stato più difficile arrivare al bronzo.

 

Ha detto che continuerà a correre in pista.
I primi impegni saranno agli Europei di Grenchen dal 5 al 9 ottobre e poi i Mondiali, non si sa ancora dove, forse a Roubaix, forse a Glasgow. Non so, però, se potrò essere presente agli Europei perché sono concomitanti ad alcune gare su strada nelle quali la Cofidis, che mi ha dato spazio per preparare i Giochi, mi vorrebbe.

 

Ai Mondiali 2020 di Berlino era andato per farsi un’idea degli avversari in vista dei Giochi, poi rinviati, più che con ambizioni personali. Questa volta?
Con la speranza e l’obiettivo di conquistare una maglia iridata. La data di fine ottobre è ideale. Potrei presentarmi in un’ottima condizione. Correrò il mio omnium, ma c’è anche quella che potrebbe essere una gran bella occasione nell’eliminazione, gara inserita nel programma. Poi ci sarà l’americana in coppia con Consonni.

 

E il quartetto?
Se agli Europei ci saranno assenti tra quelli che erano a Tokyo, al Mondiale ci sarà la squadra al completo e, per il quartetto, si è visto che corre chi va più forte.

 

Dopo Londra 2012, Rio 2016 e Tokyo 2021, pensa alla sua quarta Olimpiade, a Parigi 2024?
Sicuramente. Questa nazionale della pista è importante e farne parte è un motivo in più per andare avanti. Ed è proprio quando sei ad un’Olimpiade che si capisce ancora di più quanto sia bello e importante esserci. Sicuramente, vorrò riprovarci nell’omnium, magari anche nell’americana.

 

E il quartetto?
Ho detto che speravo proprio di correre un turno anche a Tokyo, ma bisogna essere onesti: si fosse trattato di tempi intorno a 3’44”, 3’45”, avrei potuto dare il mio contributo, ma a 3’42” ero proprio escluso.

 

A medaglia, Elia Viviani, secondo, durante la prova dell’omnium di Tokyo 2020
A medaglia, Elia Viviani, secondo, durante la prova dell’omnium di Tokyo 2020

 

Avrebbe quel tempo nelle gambe?
Sì, ma solo dopo una preparazione specifica per questa disciplina.

Renzo Puliero