Tezenis, la «cura» di Diana «Rimettiamoci sui binari»

Andrea Diana palla in mano durante la gara persa contro la Juve Caserta
Andrea Diana palla in mano durante la gara persa contro la Juve Caserta
Andrea Diana palla in mano durante la gara persa contro la Juve Caserta
Andrea Diana palla in mano durante la gara persa contro la Juve Caserta

Il treno Tezenis è finito fuori dai binari. «E adesso, con pazienza, dovremo rientrare. Non abbiamo paura di fare fatica». Coach Andrea Diana il giorno dopo la pesante sconfitta di Caserta (avanti di 18 a fine primo tempo, crollo verticale negli ultimi due quarti) prova a raccogliere i pensieri. Diana, la cura per questa Tezenis qual è? «Ritrovare la condizione fisica il prima possibile. Pulire i pensieri, farci guidare dalle nostre certezze. Usare pazienza, perché non tutto verrà subito. E non farci prendere dallo sconforto». Parla di certezze. Quali? «La qualità del lavoro settimanale. E i buoni risultati che arrivano dalla nostra difesa. Abbiamo tenuto a 69 Mantova. Caserta si è fermata a 64. Certo, parliamo di due sconfitte. Paradossalmente, però, quando sono arrivato, pensavo che una squadra piena di talento come la nostra, avrebbe avuto più problemi a difendere che attaccare. E, invece, oggi perdiamo il filo del discorso palla in mano. Rallentiamo la produzione offensiva. Ci facciamo travolgere da un errore al tiro. E le sicurezze vengono meno troppo facilmente». Lei ha detto nel dopo gara del PalaMaggiò: non solo problemi di condizione, ma anche mentali «A Porto San Giorgio, contro Montegranaro, era stato evidente il calo fisico nel secondo tempo. E lì l’abbiamo portata a casa con personalità. A Caserta, al di là della flessione fisica, il crollo mentale è stato determinante. Siamo usciti dai binari». Scontato chiederle: perché tutto questo? Perché Verona si è persa? Quando si ritroverà? «Ritrovarsi? Il prima possibile. E lavoreremo per questo. I motivi? Svariati. Vanno sommate condizione e percezione di campo. Se gambe e testa non trovano feeling, si fa dura. Preso atto di questo, dobbiamo intervenire per cambiare marcia». Gli infortuni a catena? «Hanno inciso, tanto. Abbiamo fuori Hasbrouck. Giocatore fondamentale per noi. Ma non dobbiamo e non possiamo fermarci a questo». E quando rientrerà Kenny si fermerà Severini (operazione programmata al 10 gennaio per eliminare l’ernia dello sportivo) «C’è anche questo certo. Ma non possiamo occuparci del futuro ma del presente. C’è chi gioca sul suo dolore (come Poletti) e chi stroinge i denti. Ma il presente si chiama Udine. Già sabato torniamo in campo. Dobbiamo ripartire da quanto fatto vedere nel primo tempo contro Caserta. Ripescando energue, lavorando nel modo migliore nel corso della settimana. C’è solo questo da fare oggi». •

Simone Antolini

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