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Una Tezenis infinita. Perde anche Penna, ma supera l'Atlante

Il play si infortuna al ginocchio. Domani la risonanza Johnson e Rosselli trascinatori dall'inizio alla fine Gara decisiva negli istanti finali. La chiude Udom
Tezenis vs Roma (Perlini)

La Tezenis è senza fine. Vince la quarta di fila (78-72) ma deve ancora una volta buttare gli occhi al cielo per l'ennesimo infortunio di una stagione maledetta. Penna out. Il ginocchio lo abbandona. E solo nelle prossime ore si saprà l'entità del suo infortunio. Verona deve reinventarsi dentro all'emergenza. Pure Anderson non è in serata. Un immenso Johnson ed il solito magico Rosselli (bene Candussi sotto) spingono la Scaligera ad un successo di fatica, di rabbia e di talento contro l'Atlante Roma, in gara fino all'ultimo istante.Vien da chiamarla "la maledizione dei playmaker". Pure Lollo Penna ne è vittima.

Caroti fuori per tre mesi. E ieri, nel primo tempo, tocca all'ex regista di Torino finire a terra. Grida di dolore dopo una penetrazione e la gambe destra che va in tensione e abbandona Lollo. Distorsione al ginocchio. Domani la risonanza. La partita cambia. Perchè fuori c'è anche Grant (tre sono davvero troppi, dai). E qui l'emergenza proprio non ne vuole sapere di abbandonare Verona. E così non vale. Così è troppo dura. Le rotazioni restano compromesse e Ramagli deve inventarsi sempre qualcosa di nuovo. La Tezenis, comunque, è abituata a navigare nella tempesta. Da tanto, forse troppo tempo. Il primo tempo vede la Scaligera avanti di un possesso (40-37). Il solito straordinario Rosselli (assist e rimbalzi). Candussi (quindici punti dopo 20') prende posto sotto canestro, gioca in post, apre le ali e deposita. Anche Johnson, nonostante qualche palla scivolosa, fa il suo.

Pini è costretto ai box dai falli. Anderson, purtroppo, resta spento (solo due punti e 1/6 dal campo). Verona corre bene, difende solida (fino a quando regge lo sforzo), soffre quando l'Atlante rientra (12-2 break) nella seconda parte di quarto, paga la fatica con nove perse. Ma si tiene viva. Non fa vittimismi. Trova qualcosa di buono anche da Udom (che schiacciata, ragazzi) e usa le bombole d'ossigeno portate da Tommasini. La sfida al rimbalzo (e questo aiuta tantissimo) è stravinta: 22-10. Almeno per il momento. Il secondo tempo è una bolgia. Sfida appesantita dai falli che tolgono da sotto canestro Pini e Candussi.

Verona regge l'urto, paga errori arbitrali e la grande vena realizzativa di Pepe. Le spalle di Johnson sono larghissime. Rosselli continua a spiegare pallacanestro. Al "punto a punto" si arriva fino agli istanti finali. Tripla d'angolo di Tommasini a 21" (74-68). Sembra finita, ma Pepe risponde rapido. L'Atlante resta in corsa fino alla sirena. Ma i due liberi di Anderson (gara sotto tono) e l'ultima difesa con palla consegnata a Udom per la schiacciata finale regalano a Verona la quarta vittoria consecutiva. Giusto premio ad una squadra che nella sofferenza ha imparato a buttare il cuore oltre l'ostacolo Senza nessuna paura..

Simone Antolini