Baslet, serie A-2

Tezenis, svuotata e travolta: San Severo domina all'Agsm Forum

Foto Zattarin
Foto Zattarin
Tezenis (Perlini)

Svuotata e travolta (63-96). La Tezenis si è persa dopo sei settimane passate a far la guerra al destino. Si è persa ed è stata duramente colpita in viaggio. San Severo sembra di un altro pianeta. La Scaligera si scioglie, va in confusione, viene martellata a ripetizione. E deve masticare amarissimo. Sempre sotto, sempre in rincorsa. Anche se i pugliesi sono imprendibili. Lontani, lontanissimi.

Alla Scaligera, logorata nel tempo, non riesce nulla. Il piano partita deve lasciare spazio ad un generoso tentativo di chiudere alla meno peggio una serata cattiva. Nulla da salvare, certo. Ma da tempo c’era il rischio che la Tezenis (troppi davvero gli infortuni) finisse in apnea, senza riuscire poi a risalire. Ed è capitato contro San Severo. Notte da archiviare in fretta. Le sei vittorie di fila ottenute nella tempesta devono essere punto di ripartenza. L’onda che doveva arrivare, è arrivata. Uno tsunami cattivo, tanto da proiettare ombra gigantesca. Capace di travolgere ed inghiottire Verona. Accade tutto subito. San Severo è davvero quella dipinta da coach Ramagli alla vigilia: un diavolo giallo. Alta tensione, tanta pressione, difese arcigne, blocchi, talento, ripartenza. La Tezenis soffre.

Anzi, va in frustrazione. Perchè i pugliesi sembrano marziani scesi da un altro pianeta (8/11 da tre all’intervallo). Tolgono respiro e senso alla partita della Scaligera. Intimidita, colpita al cuore, spinta via dal canestro. San Severo ha altra energia, altra forza, altro spirito. E devasta le certezze di Verona. Lo fa martellando in fiducia e trovando, anche, percentuali lunari.

La fotografia del primo quarto è sofferenza allo stato puro. Scaligera sotto 12-34. Riesce tutto agli uomini di coach Bechi.

Esce dal cilindro Tortu che trasforma in oro qualsiasi palla transiti dalle sue mani. E l’americano Sabin (pure qui Ramagli era stato profeta) pare galleggiare sulla partita. Si prendi tiri aperti, si costruisce parabole perfette, esce sereno da raddoppi e pressioni folli. Davvero troppo per la Scaligera, finita ben presto in apnea. La timida, e apprezzabile reazione, offerta nel secondo quarto (vinto 21-16), serve per rendere meno amara una serata che pare svuotarsi subito di significato. La Scaligera si trova sotto 33-50. Poteva andare anche peggio. Ma San Severo ha bombardato l’anima gialloblù. Per dire: undici palle perse, 5/14 ai liberi, 2/14 dalla distanza. A questo punto vien da pensare: c’è da salvare l’onore. Perchè questi sono capitani coraggiosi. Finiti, però, nella tempesta perfetta. E il rischio è che nessuno, alla fine, tocchi terra. Anche la seconda parte di gara è un supplizio. San Severo resta dentro la sua notte perfetta. Blinda un successo largo, confermato già nei primi dieci minuti di gara. La Tezenis, stanca e senza energia per rianimarsi, viene inghiottita dal buio. In attesa di nuova luce.