«Tezenis, non fermiamoci. La A non sarà un assillo»

Giovanni Tomassini, capitano della Tezenis FOTOEXPRESSGruppo Tezenis, fiducia ritrovata. La Scaligera di Alessandro Ramagli è reduce da sette vittorie di fila in campionato FOTOEXPRESS
Giovanni Tomassini, capitano della Tezenis FOTOEXPRESSGruppo Tezenis, fiducia ritrovata. La Scaligera di Alessandro Ramagli è reduce da sette vittorie di fila in campionato FOTOEXPRESS

Realista, il capitano. «La stagione ci insegna ad esserlo. Tutto quello che ci è accaduto ci consiglia di pensare solo a oggi». Giovanni Tomassini e la Tezenis. Una bella storia dopo sette vittorie di fila. Ma adesso? «Adesso puntiamo all’ottava. Perchè fermarci?». Sabato arriva la Forum la Reale Mutua Torino. «Una delle più forti del campionato. Sarà stimolante provare a fermarli». Poi si chiuderà la stagione regolare. E inizierà la fase ad orologio. La Scaligera è ancora in ballo. «Puntiamo a prenderci il terzo posto. Naturalmente serve vincere l’ultima partita». I gialloblù, da terzi, entrerebbero nel “girone bianco“ della fase ad orologio, che andrà a determinare la posizione delle prime sei teste di serie in vista dei play off. «Non siamo, però, padroni del nostro destino» ammette Tomassini, visto che Udine, in caso di vittoria contro Trapani, avrà modo di restare due passi avanti gli scaligeri Ma, poco importa. «Ci siamo rialzati, e lo abbiamo fatto in maniera importante. Non dimentico dove eravamo». Sul baratro. «Sì, in lotta con pensieri distantissimi da quelli di oggi. Abbiamo vissuto momenti durissimi. Le aspettative sono cambiate più volte, il mondo tutto intorno è diverso». La serie A può rappresentare ancora obiettivo reale? «La serie A non deve rappresentare un assillo. E mi spiego: a oggi ci sono squadre più attrezzate di noi. A oggi viviamo di puro presente. A oggi, tutto quello che accadrà non è sotto il nostro controllo. Siamo stati colpiti dal Covid, siamo stati penalizzati dagli infortuni. Ci siamo trovati a lottare dentro ad una situazione imprevista. Non ha senso, dunque, di porsi obiettivi troppo distanti dal presente. Viaggiamo passo dopo passo». Verona, però, ha altra faccia rispetto a quel burrascoso passato. Il segreto? «I pilastri sono tre: grande intensità difensiva, maggior controllo del rimbalzo, e ed una efficace produzione offensiva. Con Ramagli è arrivata svolta importante. Ma, il cambiamento era in corso già nella prima partita giocata con il nuovo coach a Biella. La vera svolta, però, è arrivata a Udine, quando abbiamo vinto contro un avversario fisico e di talento. Quella, poi, è stata la partita della svolta anche per Greene. Perchè Phil ha giocato gara responsabile, prendendosi sulle spalle la squadra». La stagione regolare sta per chiudere, la fase ad orologio sta nel mezzo, poi arriveranno i play off. E? «E averli raggiunti, i play off, è già un grande traguardo. E di questo dobbiamo essere molto soddisfatti. Siamo una squadra in fiducia. Capace, ormai, di correre l’avversario, e privarlo delle energie. Riusciamo a stare in partita fino alla fine. E spesso, le partite, si vincono proprio negli istanti finali. La crescita è stata esponenziale? Io? Adesso posso gestire il ritmo. Prima, quando eravamo in emergenza e quindi più corti nelle scelte di campo, dovevo costruire e finire. E non semplice è facile gestirsi. Ma qui gioco la pallacanestro che piace a me. Trovando la giusta condivisione. Finchè continueremo a proporre difesa intense e alta pressione, sarà difficile metterci sotto». I play off «poi, sono tutto un altro mondo. Lo diciamo spesso: si apre una porta su un mondo nuovo. Come ripartire da zero. Ma di questo, parleremo più avanti. Sabato c’è Torino al Forum. E ripeto: proviamo a vincerla per provare a prenderci il terzo posto». •

Simone Antolini

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