basket serie A

Tezenis, pausa... di riflessione: «Il 6+6? Stiamo valutando»

Il diesse gialloblù analizza la classifica e le possibili soluzioni. Agostinelli: «Troppa foga di vincere. Sul cambio di format, c'è un budget da rispettare»
Jamarr Sanders durante la partita della Tezenis Scaligera Basket contro Trento (FotoExpress)
Jamarr Sanders durante la partita della Tezenis Scaligera Basket contro Trento (FotoExpress)
Jamarr Sanders durante la partita della Tezenis Scaligera Basket contro Trento (FotoExpress)
Jamarr Sanders durante la partita della Tezenis Scaligera Basket contro Trento (FotoExpress)

«Ok Verona, we have a problem here». Non è Jack Swigert dell'Apollo 13 a dirlo, ma la classifica di serie A. «Play again, please». È l'unica risposta che possa sanare la Tezenis che con un'altra settimana a disposizione si prepara alla trasferta a Reggio Emilia. Dovrà ricavare quei due benedetti punti sfuggiti con Trento, a Napoli con Scafati, e Sassari, sfide che hanno preso una brutta piega nel terzo quarto, mentre erano stati messi in conto i due ko con le regine Virtus Bologna e Olimpia Milano.

Sei giornate, due punti, Tezenis «we have a problem»

Ultima con Scafati, l'altra neopromossa; i campani stanno cercando il rimedio e intanto hanno preso la soluzione di emergenza e non è detto sia quella che aggiusta: cambiato coach, messo in panca il veterano Attilio Caja al posto dell'esonerato Alessandro Rossi protagonista della promozione, rescisso il contratto con Iris IIkangi sceso in A2 a Torino. Come affermava il genio di Tolstoj: «Ogni famiglia è infelice a modo suo», per cui problemi degli altri non sono quelli della Tezenis che guarda oltre la posizione di classifica.

Che ci sia da ricostruire il clima di fiducia, lo conferma il ds Eugenio Agostinelli. «Cinque sconfitte di fila non aiutano, cerchiamo quindi di ritrovare la positività e rialzare il morale dopo il filotto negativo. Come si fa? Approcciando con positività e serenità gli allenamenti, in tutto». Bruciando le scorie lasciate dal ko con Trento». «Già, pensavamo di averla in pugno – continua Agostinelli –, probabilmente eravamo troppo sicuri del vantaggio che avevamo raggiunto (77-69) a 2'30” dalla fine, dilapidato perché i trentini sono stati più ordinati e noi abbiamo avuto troppa fretta di chiuderla».

Un paio di passaggi a vuoto e mancanza di personalità da parte dei giocatori? Agostinelli non è d'accordo con il secondo enunciato. «Io dico invece che c'era la voglia di realizzare la giocata che potesse chiudere il match, ma invece di esplorare la via migliore, ci siamo ingarbugliati. La difesa di Trento è stata di altissimo livello e nell'overtime con Crawford e Lockett ha alzato ancor più l'intensità». Il terzo quarto a Sassari recita 24-12, 5-28 con la Virtus Bologna, 24-15 a Scafati, 12-23 con Trento. «Saper gestire un vantaggio non è scontato, si impara. Occorre prendere degli accorgimenti evitando la foga di vittoria».

Il cambio di format

Le rotazioni accorciate sembrano obbligare a correre ai ripari cambiando il format con l'inevitabile passaggio al 6+6. «Inevitabile non direi, però ci stiamo pensando - ribatte il ds -. C'è un bilancio da rispettare e i conti da far quadrare. Non dobbiamo metterci fretta ma valorizzare i giocatori su cui abbiamo deciso di puntare. L'inserimento di Sanders è stato rapido e non ha concesso di stabilire una gerarchia che verrà sancita dal lavoro a pieno regime. Rosselli deve ancora entrare in forma dopo l'intervento di pulizia al ginocchio tenendo conto della sua carta di identità. Se con Trento le rotazioni si sono limitate a sette giocatori non significa che ci sia poca fiducia verso chi è rimasto tanto in panchina, cambieranno nelle prossime gare».

Anna Perlini

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