Ramagli cerca la magia «Obbligati a migliorare»

Taylor Smith schiaccia a canestro  FOTOEXPRESS
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Se la preparazione della gara con Brescia è stata un azzardo (a detta di Ramagli nel post partita), quasi una pazzia nei tatticismi scelti che «potevano far venire tanti dubbi», domani a Pesaro la Tezenis dovrà compiere una magia. Siamo al giro di boa e il girone di ritorno che vede modificati gli appuntamenti rispetto al calendario dell’andata, mette di fronte alla squadra di Alessandro Ramagli una delle più belle sorprese della A per qualità di gioco. Occorre affilare le lame contro la Carpegna Prosciutto affrontata poco più di un mese fa, avere una fame da lupi per far scorpacciate di rimbalzi e recuperi, una forza magnetica per bloccare il tiro dalla lunga e il ritmo dei marchigiani. «La gara è difficile e dura» conferma Ramagli, «dovremo essere bravi a tenere sotto controllo poche cose ma fatte bene; i tabelloni, i canestri da tre punti che all’andata ci sono costati il match (90-94), e fermare la transizione capace di produrre un alto ritmo, nota dolente dei primi due quarti» di quel 18 dicembre all’Agsm Aim Forum. «Limitiamo le palle perse contro un avversario efficiente e stabile». Ecco cosa significa compiere una magia. «Pesaro insieme a Varese ha sorpreso per rendimento più di altre, e sono destinate a crescere, poco auspicabile e pronosticabile un completo cambio di marcia. Giocano una pallacanestro molto bella, secondo me la più bella perché non segue i canoni convenzionali, Varese è la più libera a livello di interpretazione di gioco». Pesaro forse ha qualcosa in più: «Sa muoversi sulle due parti del campo, ha equilibrio difensivo e capacità di cercare i falli, qualità tipica delle squadre ben allenate». Cosa che alla Tezenis è riuscita con Brescia, per Pesaro «moltiplicare il talento dei giocatori innestandolo fra uno e l’altro in modo efficiente» è una costante. Quindici gare giocate, ruolino di marcia fra vittorie e sconfitte palindromo: quarta Pesaro con nove vinte e sei, mentre è undicesima la Tezenis con sei vinte e nove perse. Ramagli che per indole guarda avanti, avverte: «Con il girone di ritorno le squadre migliorano. Le prime 15 gare hanno dato indicazioni e indirizzi». La fase di andata è come una «giornata di prove in Formula 1, serve per posizionare le auto alla partenza. Ora c’è da rinfrescare il motore e mettere dentro cavalli per avere più potenza». La Tezenis potrebbe, però, perdere uno dei suoi purosangue della scorsa stagione, il lungo Francesco Candussi determinante nella fase finale del torneo e alla promozione ma attualmente chiuso nelle rotazioni: 14 presenze (saltata la trasferta a Sassari), otto volte in campo con una media di 2,1 punti in quasi 8’. Su di lui c’è l’interesse della Fortitudo Bologna di coach Luca Dalmonte, piazza prestigiosa e non lontana da Verona. Si tratta solo un’ipotesi, e a Pesaro sarà in panchina fra i gialloblù, come Giordano Bortolani quasi del tutto recuperato dalla botta subita contro la Reyer. «Come le altre squadre, la Tezenis ha l’obbligo di migliorare», a meno che non accada un patatrac. Quale margine si pone il gruppo? «Una crescita in termine di stabilità e qualità di gioco, e di rendimento individuale».•.

Anna Perlini

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