Serie D

Legnago col fiato sospeso, il ripescaggio però è difficile. Oggi la decisione

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Giacomo Ruggeri, difensore prelevato dal Parma
Giacomo Ruggeri, difensore prelevato dal Parma
Giacomo Ruggeri, difensore prelevato dal Parma
Giacomo Ruggeri, difensore prelevato dal Parma

Occhi su Roma, sul mercato, sul campo. Stefano Michelazzi, amministratore delegato del Legnago, monitorerà a distanza il Consiglio Federale di Roma che oggi ufficializzerà le due ripescate al posto di Campobasso e Teramo. Fermana e Torres sono in primissima fila e in teoria già in Serie C, ma la Covisoc ancora non s’è espressa e fin quando non ci sarà la ratifica della Figc il discorso in teoria è ancora aperto.

Spera ma non si fa troppe illusioni il Legnago, deciso a consegnare a Massimo Donati una rosa parecchio competitiva. Il direttore sportivo Antonio Minadeo ha chiuso con i due portieri, partendo dal ventunenne Valerio Di Stasi la scorsa stagione nella D molisana col Vastogirardi e finendo col ventenne Lorenzo Fusco reduce dal campionato di Interregionale col Chieti. Per la difesa forte la corrente che dovrebbe trascinare verso Legnago il trentacinquenne centrale riminese Manuel Ferrani, parecchio pratico di Lega Pro e fino a maggio con Leo Colucci al Picerno. Gente di qualità. Per l’attacco resta viva l’ipotesi Andrea Brighenti, già incontrato da Minadeo ma per ora con l’idea di attendere una proposta dalla Serie C senza quindi voler scendere di categoria. Chiuso, ma mai davvero iniziato il file legato a Riccardo Meggiorini, scenario figlio più che altro delle telefonate da amico di Donati, suo compagno al Bari di Ventura, più che di una trattativa reale. Il profilo è ovviamente gradito, ma mai davvero cercato dalla dirigenza.

I primi veri passi sono stati mossi per Brighenti, ma per lui il Legnago ad oggi non è la prima opzione. Sorniona attende la Virtus, decisa però ad andare più da Zigoni. Minadeo non può fare altro che aspettare. Forte della firma di Cognigni e di tanto tempo davanti prima di completare il mosaico offensivo. L’altra partita l’ha giocata e conta di giocarne ancora uno spezzone Michelazzi, il primo a presentare domanda alla Lega Pro e a pagare alla Covisoc tutto quel che c’era da versare quando le altre si intravedevano solo in lontananza. Depositando dal primo all’ultimo centesimo, in tutto 950mila euro fra fideiussioni e assegno per entrare nella graduatoria dei ripescaggi.

Qualche perplessità in più la suscita il Grosseto, al tavolo ma chissà con quali assicurazioni c’è anche la Paganese ma soprattutto la Fermana che qualche garanzia in questi giorni l’ha ricevuta dalle stanze del calcio. La Torres, società di D, ha qualche problema col suo impianto sportivo ma nulla in teoria di irrisolvibile.

Alla fine dei conti il Legnago rischia di essere la prima delle escluse, in una classifica di ripescaggio che solo oggi sarà resa ufficiale di fatto con la nomina da parte della Federcalcio delle due che completeranno l’organico di sessanta squadre ora fermo a cinquantotto. Prende forma intanto il Legnago, sicuro di avere sponde certe e gol da Cognigni e protezione dietro dal ventiquattrenne veronese Edoardo Sbampato, nativo di Isola della Scala passato dalle giovanili del Chievo per poi tuffarsi nel mare della Serie C prima al Francavilla, poi all’Alessandria, quindi per tre stagioni alla Paganese. Un lusso per la Serie D, come del resto Cognigni. Due pedine che innalzano e di parecchio l’organico comunque tutto in via di formazione di Donati. Per la difesa preso anche Giacomo Ruggeri, classe 2003, di proprietà del Parma fresco di parcheggio in D all'Arezzo. Ormai definito in porta l’arrivo di Di Stasi, cresciuto nel Foggia, preso di fatto anche Fusco il prossimo obiettivo sarà quello di avere la firma di Ferrani nei professionisti con Bellaria, Giacomense, Teramo, Alessandria, Pordenone, Campobasso, Fano, Reggina, Rimini, Viterbese, Vis Pesaro e Picerno. Del Legnago che ha salutato la C due mesi fa non verrà tesserato nessuno, a parte il prodotto di casa Zanetti. Piazza pulita, per necessità perché tutti sono svincolati automaticamente con la discesa in D e per scelta perché di una rivoluzione se ne sentiva quasi il bisogno. Aspettando il Consiglio Federale. E l’ultima parola della Figc. .

Alessandro De Pietro