Esclusione dalla serie B

Il Chievo smonta la tesi della Figc: «È ammesso pagare a rate»

Il reclamo è stato già consegnato al Coni. Lunedì il verdetto
Chievo, mentre la società cerca di essere ammessa alla serie B, la squadra continua la preparazione
Chievo, mentre la società cerca di essere ammessa alla serie B, la squadra continua la preparazione
Chievo, mentre la società cerca di essere ammessa alla serie B, la squadra continua la preparazione
Chievo, mentre la società cerca di essere ammessa alla serie B, la squadra continua la preparazione

Nessuna scelta. E invece il Chievo poteva scegliere i termini in cui versare quanto dovuto al fisco. Ha tirato dritto per dritto la Figc, senza guardare oltre. Senza tener conto di scadenze più ampie e dilazioni che partiranno dal primo settembre. Quando il Chievo pagherà quel che deve. Il lavoro dei tributaristi ha prodotto il ricorso presentato al Collegio di Garanzia del Coni che si riunirà lunedì. Nel primo pomeriggio, probabilmente anche all’ora di pranzo. Cambia poco. Giuristi di valore nell’aula di Roma, commissione giudicante che dovrà accertare le motivazioni reali per cui la Covisoc, Commissione di vigilanza sulle società di calcio professionistiche, organo contabile interno alla Federcalcio, ha dato parere negativo all’iscrizione del Chievo al campionato di Serie B.

 

Prima base Il reclamo è nelle mani del Coni, l’obiettivo è quello «di accertare e dichiarare l’illegittimità e l’erroneità della delibera della Figc, pubblicata sul Comunicato Ufficiale n. 12/A in data 16 luglio 2021, con la quale veniva respinto il ricorso proposto dall’A.C. Chievo Verona s.r.l. avverso l’intervenuto riscontro, ad opera della Covisoc, giusta nota dell’8 luglio 2021, del mancato rispetto dei “criteri legali ed economico finanziari”, così come stabiliti, ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al Campionato di Serie B per l’anno 2021/2022, nel Comunicato Ufficiale  numero 252/A del 21 maggio 2021, con contestuale diniego al club della concessione della Licenza Nazionale richiesta e con reiezione della sua domanda di iscrizione alla Serie B per la stagione sportiva 2021/2022, nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e/o conseguenti alla decisione medesima». Tutto sul tavolo del Coni, col Chievo a richiedere «l’immediata ed incondizionata ammissione della predetta Società al Campionato di Serie B per la stagione sportiva 2021/2022, previa concessione della relativa Licenza Nazionale».

 

La vera partita Ad incidere anche la consistenza della memoria della Figc. Se la Federcalcio sarà quindi intransigente come mostrato al Consiglio della settimana passata accogliendo in toto i dubbi della Covisoc, ma non poteva far altro, o se invece la sua posizione seppur di difesa sarà più aperta e possibilista com’è parso anche poco prima del verdetto di colpevolezza di giovedì scorso. La giurisprudenza nel frattempo è piena di altre vittorie delle norme statali rispetto a quelle federali. Come quella volta in cui il Lumezzane ed altre società di Serie C vennero deferite per aver pagato i contributi ai propri dipendenti entro il 16 del mese e non entro il 15, come invece disposto dalla Figc che a sentenza avvenuta fu costretta a cambiare i termini ed adeguarli a quelli dello Stato.

 

Il punto è uno Il Chievo poteva decidere di rateizzare, come avrebbe fatto senza la scure della Covisoc, con tempi diluiti anche per effetto della pandemia. Pronta ora la società a dimostrare di essersi anche prodigata per i pagamenti al di là delle scadenze, di aver versato una prima rata e di avere un piano preciso per saldare quelle successive. Più forte di ogni chiave interpretativa.

 

Aperture varie Il Collegio fissato a lunedì vuol dire che la Serie B sabato a Ferrara presenterà il calendario del prossimo campionato con un punto di domanda, casella che vorrebbe tanto riempire il Cosenza o in subordine la Reggiana che, pur con pochissime speranze, s’è comunque messa in coda. Lo stesso presidente di B, Mauro Balata, aveva aperto ogni scenario al momento della decisione della Figc andando ben presto al vero nocciolo della questione, quello «dell’ordinamento giuridico e di quello statuale, integrato quest’ultimo più volte da una serie di norme emergenziali anche in materia tributaria».

 

I due fronti Da una parte il Chievo «con l’esigenza di avere dei riscontri documentali su un diritto di procedere al pagamento con determinate agevolazioni», dall’altro la Federcalcio col «termine perentorio del 28 giugno», ultimo giorno per presentare la domanda di iscrizione. Avvolto nel giusto silenzio il Chievo, in attesa che a parlare siano solo i fatti. E il giudizio del Collegio di Garanzia del Coni. Non resta che attendere e coltivare l’ottimismo.

Alessandro De Pietro

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