Il conduttore della Domenica Sportiva

Volpi non ha alcun dubbio: «Juric? Nessuno come lui»

Jacopo Volpi, volto noto del giornalismo televisivo Rai. Attualmente conduce la Domenica sportiva
Jacopo Volpi, volto noto del giornalismo televisivo Rai. Attualmente conduce la Domenica sportiva

La voce al telefono è inconfondibile. Lui è uno di quei giornalisti che ha fatto della credibilità la propria bandiera. Jacopo Volpi, oggi, rappresenta per immagine e competenza i grandi conduttori della Domenica Sportiva del passato. Inutile cercare paragoni ma ha preso un po’ da tutti. Bersani, Tortora, Stagno, Pigna, Frajese, Ciotti e altri nella memoria delle serate del calcio più bello. «Troppo buoni» racconta l’uomo dello sport in Rai. «Fa piacere che mi chiamate da Verona perchè Ivan Juric è uno dei tecnici che preferisco».

 

UOMO VERO. Volpi entra subito deciso, come faceva l’attuale compagno di viaggio Tardelli sul «povero» Rivera. «A me il gioco dell’Hellas piace tantissimo. È maschio, rapido e tecnico al tempo stesso. La mentalità è il valore aggiunto di questo gruppo che non ha paura di giocarsela alla pari contro tutti. Uno contro uno. Come ha fatto Magnani contro Lukaku nella partita con l’Inter. Sì è una squadra che seguo con interesse. E poi Juric è un uomo vero. In questo calcio dalla comunicazione blindata e filtrata, l’allenatore del Verona è sincero. Quando parla capisci che sta dicendo quello che prova. Butta fuori quello che ha dentro. In campo è scatenato ma è giusto sia così. Vive l’incontro come se fosse ancora un calciatore. Al di fuori dice sempre ciò che pensa con educazione». Inevitabile continuare sui singoli, visto la disponibilità di Volpi. Bello pimpante in fascia. «Che poi l’Hellas le usa molto bene le corsie laterali...». Chi buca di più il video dei gialloblù? «Senza dubbio Barak e Zaccagni» risponde Volpi, «loro sono i finalizzatori della squadra. Non so quanto riuscirà il club a trattenerli perchè sono elementi che possono far bene anche in squadre con maggiori ambizioni. Di Zaccagni se ne è parlato spesso durante la stagione. E poi a me piace molto Dimarco. Un ragazzo che sta facendo un grande torneo ed è bravo pure in altri ruoli e non soltanto sulla fascia laterale. E poi c’è Marco Silvestri. Questo ragazzo ha seguito una maturità classica per un portiere. Si è rivelato in età adulta al grande pubblico ed ora, non vorrei fare l’uccello del malaugurio, ma è molto regolare come portiere. In generale» precisa il conduttore della Ds, «sono tutti ragazzi che sono cresciuti bene con il modulo di Juric. Tra l’altro da quello che mi risulta il mister ha pure uno staff tecnico di prim’ordine, quindi...».

 

FORZA ITALIA. Come intervallo tra il giallo e il blu, scegliamo con Volpi l’azzurro. «Il ct Mancini lo conosco abbastanza e credo stia facendo un buon lavoro» commenta, «i suoi ragazzi sono cresciuti molti. Voi lo avete visto a Verona e sto parlando di Jorginho. Sono convinto che il Mancio cercherà di recuperarlo. Dovrebbe giocare lui accanto a Verratti con Locatelli pronto ad entrare. Dietro e in mezzo siamo messi bene. Davanti tanta qualità e sacrificio. Penso a come lottano Immobile e Belotti. E poi c’era anche Lasagna. L’Hellas ha fatto bene a prenderlo. È velocissimo. In azzurro magari potrà tornarci. Però in generale le nostre punte non hanno ancora uno spessore internazionale. La sorpresa degli Europei? Kean che se non mi sbaglio è stato anche al Verona».

 

ROSA RISTRETTA. Domenica arriva la Lazio. All’andata Silvestri e compagni misero a segno un’impresa all’Olimpico. «L’ho vista quella partita. Capolavoro tattico di Juric con il gol di Tameze, finto nove». Volpi si accende al ricordo. «Il problema della Lazio» rivela, «è che ha una rosa ristretta per gli obiettivi dichiarati. Prima che scoppiasse il Covid nella passata stagione, era in testa alla classifica. Simone Inzaghi ha fatto un grande lavoro. Al di là di Immobile e delle altre individualità, penso che Acerbi sia un po’ l’anima della squadra. Da centrale dietro è fondamentale e rende bene anche a sinistra». Verona-Lazio sarà dunque un incontro interessante? «Sì, è quello che penso. I due tecnici, seppur con idee diverse, non lasciano mai nulla al caso. I loro giocatori sanno sempre cosa fare in campo. È chiaro che i biancocelesti hanno qualcosa in più. Anche l’abitudine a giocare certi incontri per altri traguardi. Se Juric non se ne andrà dal Verona, sono convinto che questa squadra avrà un futuro importante». •

Gianluca Tavellin