Vietato fallire Il Legnago cerca la svolta

L’allenatore Giovanni Colella durante un match
L’allenatore Giovanni Colella durante un match
L’allenatore Giovanni Colella durante un match
L’allenatore Giovanni Colella durante un match

Altri passi falsi non sono ammessi. Sei punti più sette sconfitte nelle ultime nove è campanello d’allarme piuttosto forte, impossibile da ignorare o da confinare nel campo della casualità perché tanto prima o poi andrà meglio. Il Legnago ha tutto il tempo per riprendersi ma anche la necessità di farlo il prima possibile, magari mettendo in saccoccia lo scontro direttissimo con la Pro Sesto dopo aver perso quelli con Pro Patria, Seregno e Fiorenzuola. A due vittorie c’è l’ottavo posto, quindi il sole pieno, per adesso però solo un miraggio seppur specchio del profondo equilibrio che continua a regnare sul campionato. Dubbi da sciogliere Pur cominciando ad avere una propria identità, il Legnago è ancora avvolto fra troppe incertezze legate ad una tenuta difensiva lontana dall’essere a regime, una mediana senza troppa qualità e quindi priva di personalità tecnica più un attacco che vive attorno all’equivoco legato al mancato impiego di Gomez e Buric. Sempre ben distanti il calciatore più bravo ed evoluto della rosa con il capocannoniere, all’inizio dell’annata identificato come il più pronto per garantire una bella plusvalenza in un futuro neanche troppo lontano. O uno o l’altro invece, almeno finora. Il momento di vederli insieme uno a fianco all’altro fin dal primo minuto però non è lontano. «È un’ipotesi su cui stiamo lavorando da un po’, certi spezzoni di partita sono stati propedeutici proprio a quest’opzione che prima o poi metteremo in pratica», l’idea di Colella, attuabile sulla carta anche oggi stesso, seppur frenata dalle assenze di Lazarevic e Ciccone che levano in partenza al Legnago due sensibili varianti in corso d’opera. Dentro l’area Buric, partendo da dietro Gomez. Fiducia piena La coperta oggi è piuttosto corta, allungata solo in parte dal rientro a destra di Muteba visto finora solo a Padova in Coppa Italia e che tuttavia non può minimamente compensare alle due assenze sulla trequarti così come a quelle di Laurenti e Calamai che inaridiscono ancor di più il centrocampo. In mezzo ballottaggio fra Yabre e Salvi che comunque potrebbe tornare a fare la mezzala e far avanzare Giacobbe fra le linee al posto di Contini non proprio brillantissimo ultimamente. Ha fiducia Colella, dritto per la sua strada. «Il mercato? Non credo servirà molto. Adesso che bene o male abbiamo quasi tutta l’organico a disposizione la differenza si vede», la visione di Colella, secondo progressi mostrati soprattutto, pur fra qualche fatale amnesia, davanti a Pro Vercelli, Triestina e Fiorenzuola. «Non siamo mai stati davvero al completo fra giocatori infortunati, altri che si sono fatti male di nuovo, altri arrivati tardi ed altri ancora che venivano da precedenti infortuni. Non tutte le stagioni nascono sotto la miglior stella, ma una linea il Legnago l’ha sempre avuta. Di sicuro però possiamo e dobbiamo far meglio», il quadro di Colella, deciso a trasformare in tre punti i lenti passi in avanti dell’ultimo periodo. Per i cuori rossoneri impossibile vedere in tribuna Paolo Maldini, col suo Milan a San Siro con la Salernitana e di sicuro non al Sandrini a seguire il figlio Christian com’era invece stato per la partita di Coppa Italia giocata nel 2018 a Cerea fra Virtus e Pro Piacenza e pochissime altre volte anche nel più comodo «Ernesto Breda» di Sesto San Giovanni. Pensieri alla vigilia di una contesa che al Legnago dovrà dare punti e restituirgli una classifica migliore in un turno alla mano parecchio favorevole con il Fiorenzuola in casa del Südtirol, la Pro Patria di fronte alla Feralpisalò e la Giana Erminio davanti al Padova.•.

Alessandro De Pietro