Stasera all'Olimpico

Verona sogna ancora e cerca l'ultimo brivido prima dei tanti congedi

La vittoria a La Spezia avvicinò l'Hellas in emergenza alla salvezza
La vittoria a La Spezia avvicinò l'Hellas in emergenza alla salvezza
La vittoria a La Spezia avvicinò l'Hellas in emergenza alla salvezza
La vittoria a La Spezia avvicinò l'Hellas in emergenza alla salvezza

L'ultima fatica. È quella che attende questa sera sotto i riflettori dell'Olimpico il Verona di Tudor. L'Hellas saluterà un campionato travolgente con la possibilità di raggiungere, in caso di vittoria, il record dei punti in A, mentre la Lazio potrebbe consolidare la qualificazione, già ottenuta, in Europa League. Un match che si preannuncia spettacolare. Prevarrà la voglia gialloblù di chiudere, dopo due ko, con un risultato positivo? Oppure la sete di vendetta dopo il 4 a 0 dell'andata di Pedro e compagni? Difficile a dirsi.

Il Verona non avrà grosse novità in campo. Sutalo partirà al posto dello squalificato Gunter là dietro, mentre Lasagna sostituirà Barak. Lo merita per l'impegno, meno per la capacità che ha avuto in questa stagione di essere determinante. Ma eccolo l'undici che scenderà in campo all'Olimpico. In porta Montipò con Sutalo, Casale e Ceccherini davanti a lui. La linea di metà campo sarà formata da destra a sinistra con Faraoni, Tameze, Ilic e Lazovic. Alle spalle di Simeone e al fianco di Caprari, ci sarà Lasagna. Tra i cambi, i più gettonati saranno Dawidowicz, Bessa, Depaoli e Cancellieri. Ma questo dipenderà naturalmente da come andrà la partita.

 Sarà l'ultima volta sulla panchina degli scaligeri per Tony D'Amico. Il diesse avrà gli occhi lucidi, perchè si sta separando dalla sua creatura. Se Tudor può superare ancora Mandorlini per punti fatti, D'Amico ha già sorpassato Sean Sogliano, che pure ha avuto tanti meriti nel primo Verona targato Setti in A. L'ex centrocampista della Cavese, è giunto all'Hellas da collaboratore di Filippo Fusco e se ne andrà con una «Laurea in calcio vincente di provincia». Un titolo che vale molto, in un sistema, quello italiano, che tollera una debuttante al ballo delle grandi come l'Atalanta, ma non le ha mai concesso di vincere nulla. D'Amico ha cambiato Grosso con Aglietti ed ha vinto. Una mossa azzeccata e ripetuta (Tudor per Di Francesco). Quando sbaglia rimedia. Ma è sui giocatori che ha concesso poco al caso o all'errore. È arrivata gente poco conosciuta e se n'è andata a suon di milioni dopo aver contribuito alla causa gialloblù. Sì, sarà dura, sostituire Tony D'Amico. Il presidente Maurizio Setti, non dovrà cambiare filosofia. Al Bentegodi giocano solo i mastini. Il sarrismo ha fallito, anche se quel Verona allenato dal mister della Lazio, era una specie di Armata Brancaleone, con il dovuto rispetto per Mario Monicelli e compagnia cantante.

Sarà un match di grande rilievo per il Niccolò gialloblù, che Claudio Lotito in persona vuole a tutti i costi. Nell'idea del vulcanico presidente, dovrebbe essere lui il sostituto di Francesco Acerbi. Il ragazzotto ha spalle larghe e vorrebbe cucirsi addosso per sempre la sua maglia: quella del Verona. Ma il calcio è cambiato e neppure la sua volontà, potrà molto contro quella del club e dei vari agenti. Di romantico non c'è più nulla. Forse l'ingenuità dei tifosi o qualche raro esempio di fedeltà. Però, gli occhi celesti di Casale, l'hanno fatto capire a molti. Lui vorrebbe restare. Il nuovo Hellas potrebbe in realtà assomigliarne ad uno già visto. La casalinga di Voghera, nonna di Chiara Ferragni, se lo scriviamo sul web qualcuno ci crede, ha già espresso da tempo il suo parere. Sarà il Verona del diesse Francesco Marroccu e forse di Pippo Inzaghi se Tudor se ne andrà. Maurizio Setti si sarebbe rivolto anche all'agente Tullio Tinti. Un professionista che aveva iniziato ai tempi del piccolo grande Chievo, prima di abbracciare tanti campioni tra cui Luca Toni, Giampaolo Pazzini e vari allenatori. Con Fausto Pari, è pure l'agente di Mattia Zaccagni. Vero o falso? Questione ormai di qualche giorno. E poi si parlerà del nuovo Verona. Godiamoci gli ultimi novanta minuti..

Gianluca Tavellin