Stasera alle 20.45

Hellas senza paura, Juric punta la Juve: «Voglio cuore e corsa»

Nikola Kalinic è tra i giocatori più attesi in casa Hellas FOTOEXPRESS
Nikola Kalinic è tra i giocatori più attesi in casa Hellas FOTOEXPRESS

Covid, incertezze, futuro liquido in questo autunno così complicato. E la Juve all’improvviso. Che arriva tosta ma non ancora baldanzosa. Rinfrancata dalle gioie di Champions. Ancora claudicante in campionato. Ma noblesse oblige. E allora l’Hellas dovrà arrivare ad incrociare Madama (stasera alle 20.45 all'Allianza Stadium) con il piglio del viandante sfuggente che al cospetto di corone e topazi fa brillare gli occhi e l’ingegno.

 

RICORDO. Il Verona a Torino ritrova una Juve diversa da quella battuta lo scorso 8 febbraio al Bentegodi. Diverso l’allenatore, diversi pure gli interpreti. Diverso - per stessa ammissione di Ivan Juric - anche l’Hellas. Ancora in divenire, ancora senza anima da bardo guerriero. Eppure, l’uomo di Spalato è rimasto sempre lo stesso. In precario equilibrio, come tutti gli uomini di calcio che non vogliono accontentarsi mai di quindici minuti di celebrità, tra dannazione e nirvana.

 

COPYRIGHT. Lui osa, il Verona osa. E anche questa sera l’Hellas non sarà provinciale a cospetto della grande parata di stelle che la attende in terra savoiarda. «Voglio il mio Verona» ha raccontato all’antivigilia della sfida di Torino proprio Juric. «Non rinunceremo a fare il nostro calcio. Dobbiamo aggredire alto, andare a recuperare alto, mettere intensità, fare quello che sappiamo fare. Ma ribadisco una volta di più: dimentichiamoci in fretta il passato. Non esistono paragoni con il Verona ieri». Andato? Perduto? «Diverso. Tutti diversi. Pure io che devo resettare e che sono rimasto stupito dal grande impatto avuto in campionato dai ragazzi. Stupendi dentro l’emergenza».

 

Juve-Hellas 25 ottobre, formazioni
Juve-Hellas 25 ottobre, formazioni

 

LE SCELTE. Verona quasi fatto. Quasi. Restano, apparentemente due dubbi nella costruzione dell’undici di partenza che andrà a sfidare stasera la Signora. Confermata la linea difensiva. «Hanno fatto bene tutti e tre, meritano continuità» ha detto Juric. Quindi, davanti a Silvestri, ci saranno ancora una volta Ceccherini, Lovato ed Empereur. Nel 3-4-2-1 di Ivan restano intoccabili pure i cursori di fascia. Quindi: Faraoni a destra e Lazovic a sinistra. E in mezzo? Il direttore d’orchestra Veloso è ancora in camerino. Si sta riprendendo ma, almeno Juric non faccia pretattica, non ci sarà ancora. «Veloso non lo vedrete a Torino e nemmeno nella gara successiva» si è lasciato scappare il croato. Forse una mezza verità. Stasera no, la prossima di campionato, forse il portoghese potrà esserci.

 

CONFERME. In mezzo giocano Vieira «che mi ha dimostrato di avere capito cosa fare» e Ilic «uno dei quattro bambini che mi stanno dando grandi soddisfazioni». Gli altri tre sono Salcedo, Lovato e Colley. E a proposito di Ebrima, se la gioca per un posto da titolare sulla trequarti con Zaccagni. «Decido all’ultimo per quel ruolo» ha confermato Juric. Colley è istintività pura, forza della natura, il fiume in piena. Zaccagni è più giocatore di testa e di contenimento. Seppur dotato di tecnica apprezzabile e giocate di alta qualità. Tameze ci sarà. «Perchè mi è piaciuto, pur giocando fuori dal suo ruolo naturale».

 

DUBBI D’ATTACCO. Troppo facile dire: gioca Favilli. A oggi è quello che sta meglio. Ma Juric sa essere imprevedibile. Di Carmine rientra dall’infortunio. Oggi è a disposizione. E del Verona di Juric resta pur sempre il miglior marcatore. Ma sono numeri che potrebbero non avere particolare valore nel determinare le scelte del tecnico croato. «Kalinic sta lavorando, si è inserito bene, ma non è ancora pronto. Sa quello che vogliamo da lui, dovremo usare pazienza. Sperando di averlo al top il prima possibile». Interpretando le parole di Juric: parte Favilli come contro il Genoa, e poi a partita in corso entra Kalinic, che la scorsa stagione, con la Roma, fece gol alla Juve proprio nell’ultima giornata di campionato. •

Simone Antolini