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Il doppio ex

Bordin spinge il Verona: «Napoli forte ma Baroni è un'assicurazione»

Roberto Bordin (in primo piano) con il Team Manager gialloblù Sandro Mazzola  (fotoExpress)
Roberto Bordin (in primo piano) con il Team Manager gialloblù Sandro Mazzola (fotoExpress)
Roberto Bordin (in primo piano) con il Team Manager gialloblù Sandro Mazzola  (fotoExpress)
Roberto Bordin (in primo piano) con il Team Manager gialloblù Sandro Mazzola (fotoExpress)

Ci sbatti addosso in via Dietro Sant’Eufemia, granitico e compatto come quando azzannava le caviglie delle mezze punte avversarie. Lui è Bordin, non Gelindo che facemmo diventare ancor più veronese di un’altra oriunda, la Pellegrini, ma Roberto. Ma si quattro anni al Napoli del dopo Maradona ma soprattutto fedele vice di Andrea Mandorlini quando Toni e i gialloblù impallinarono gli azzurri di Rafa Benitez.

«Bei, tempi» ricorda, «che partita quella ma eravamo una grande squadra, unita. L’anno prima di soffiarono la qualificazioni in Europa per quella gara strana all’Olimpico con la Lazio». Bordin è libero. Nel senso che dopo aver fatto bene con lo Sheriff, è stato esonerato. «Vallo a capire il calcio» racconta, «l’anno scorso avevamo centrato l’Europa League. Avevamo giocato contro la Roma e lo Slavia. Grandi complimenti e poi dei risultati così così ma va bene dai».

Com’è il calcio in Moldavia? «Tanti stranieri come in Italia e due o tre club che la fanno da padrone. Il livello è cresciuto molto. Mandorlini? Si è ripreso col Cluji, deve stare attento allo Steaua. Vedremo. Per me può vincere ancora in Romania».

 

Cosa pensa del Verona

Bordin sposta subito il tiro sul Verona. Due domande e poi la sua opinione: «Baroni è un’assicurazione. Serio, capace e motivato. Cura i minimi dettagli l’ho visto lavorare e poi ha uno staff molto preparato». D’altronde lui stesso aveva progettato una decina d’anni fa «Mr2» un’applicazione per allenatori e collaboratori tecnici. «Abbiamo fatto anche quello» scherza, l’ex tecnico gialloblù.

«Dal vivo l’Hellas non l’ho mai vista, però l’ho seguito in tv. Quadrato e ben messo in campo. Ha fatto subito punti pesanti. Adesso gli stanno servendo per avere una situazione di classifica ancora relativamente tranquilla. Certo bisogna tornare a far punti. Chi mi piace dei gialloblù? Non ho mai fatto dei nomi perchè non mi va dire questo o l’altro. Oggi parlano davvero in troppi dentro e fuori dal calcio. I gialloblù hanno un buon gruppo e ripeto con un ottimo mister».

 

Ferlaino

Roberto Bordin giunse a Napoli quando gli anni d’oro erano finiti. «Ciò nonostante con Lippi in panchina» rammenta l’ex mediano, «andammo in Europa, in Coppa Uefa. Ho avuto pure Simoni e Boskov. Com’è Rudy Garcia? Un buon tecnico e ci mancherebbe». Allora come mai, avrebbe le valige in mano? «Non lo so. Dico soltanto che perdere Kim e avere altri punti di riferimento della passata stagione non al meglio, non è facile per nessuno. Ci sono dei dissapori, immagino, dentro lo spogliatoio e questo si ripercuote sul rendimento. Sarà una bella partita, tirata perchè entrambi hanno bisogno di punti. Se l’Hellas ha l’atteggiamento visto con la Roma può mettere in difficoltà gli azzurri».

 

Gomez

La chiusura è una battuta. «Ho visto Juanito, fa ancora la differenza è incredibile, bravo» e una considerazione triste: «Le scommesse? Tutto da dimostrare. Mi auguro si risolva tutto perchè il nostro calcio non ha bisogno di scandali del genere».

Gianluca Tavellin

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