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Amarcord: la vigilia del Napoli

Bruscolotti: «Elkjaer? Lui mi tirò una gomitata, io un gancio. Ma il guardalinee vide solo me...»

Prima di Ciro Ferrara, prima di Fabio Cannavaro c’è stato Giuseppe Bruscolotti. Un’icona del calcio partenopeo.

L’uomo che vinse il primo trofeo dell’era Ferlaino, la Coppa Italia a spese del Verona di Garonzi e Valcareggi. «Ricordo benissimo quella partita» esordisce l’ex giocatore del Napoli, «Zigoni ci mise in difficoltà un po’ all’inizio ma poi vincemmo. Andammo a ritirare quel trofeo con la maglia gialloblù. Non c’erano gli sponsor ma c’era pure grande sportività. In campo poteva esserci un gioco duro ma poi al novantesimo finiva tutto.

Chi ricordo dei gialloblù? Tutti. Mascetti, Ginulfi e poi l’anno successivo andò il mio amico Ciccio Esposito». Grande lottatore, Bruscolotti, il «Gentile del Napoli» per intenderci. Era una squadra pre Maradona quello della semifinale di Coppa delle Coppe contro l’Anderlecht di Resenbrink, ala sinistra della grande Olanda. «Che giocatori, feci pure gol ai belgi».



Hans e Preben

Nella sconfitta al Bentegodi, nell’esordio di Maradona in A, Bruscolotti fu espulso. Oggi ci ride sopra. «Diciamo che i problemi iniziarono con Briegel. Giocammo in Coppa contro il Kaiserlautern e Citterio era in difficoltà. Marchesi mi sistemò su lui. Furono scintille e poi Elkjaer. Giocatori come il danese ti danno “sfizio“. Forti fisicamente, lottatori e tecnici».

Ma al Bentegodi che accadde? «Partita maschia. Mi diede una gomitata nello stomaco, quelle che tolgono il respiro. Io entrai male, penso sul ginocchio. Era un altro calcio dai e poi gli tirai un gancio ma il guardalinee vide tutto. Fui espulso». Violenza? Anti sportività? No signori, calcio vero. Bruscolotti come tutti quelli della sua generazione volevano vincere ma fuori dal campo finiva tutto o quasi. Vero? «Tempo fa in una trasmissione qui a Napoli, chiamarono al telefono Elkjaer. Uno dei più forti che ho marcato. Non mi volle rispondere (ride ndr). A proposito auguri a Nico Penzo per il compleanno, calciatore bravo e ragazzo stupendo».

La chiacchierata con Bruscolotti è ossigeno. «Maradona? Sì gli diedi la fascia da capitano quando arrivò. Più forte di Messi, non lo so. Non si possono fare paragoni. Diego era un extra terrestre. Le cose che faceva in allenamento, non le ho mai viste fare a nessuno. Quelle in partita le avete viste? Niente, rispetto a quello che ho avuto la fortuna di vedere». Cabrini ha detto che se avesse giocato alla Juve, forse non sarebbe finito così? «Ha ragione. Mancò la società. Quei fenomeni come Maradona, almeno ai miei tempi, avevano bisogno di compagni, dirigenti o tecnici più esperti.


Allenatore

«Il Napoli? Non si capisce molto. Tutti parlano. C’è tantissima confusione. Garcia a tempo ma come si fa? L’ultima spiaggia, ancora quindici giorni. Non si può lavorare così. Non c’è rispetto. Anche i calciatori dovrebbero averne di più per la maglia e i tifosi». Napoli forte e favorito per domani.


Michael Folorunsho

«Ma deve stare attento al Verona di Baroni. Una squadra di lottatori con Folorunsho grande colonna. Ha fatto bene ad andare a giocare. Un atleta come Michael rischiava di essere un numero nella rosa attuale, invece a Verona fa la serie A da titolare e poi a giugno si vedrà. È un ragazzo posato e con grandi qualità». Bruscolotti continua sulla linea dell’attualità. Al Bentegodi giocherà Simeone. «Se viene servito bene è un giocatore che vede la porta. Attaccante di movimento, potenza e rapidità. Non è facile da marcare».

Gianluca Tavellin

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