IL CASO

Henry, il tempo dell’addio. Da bomber a uomo mercato

Il Lecce avrebbe pensato per aumentare il reparto offensivo alla punta che non trova spazio in gialloblù
Henry in lotta con Coppola durante una partitella al Centro Paradiso di Peschiera
Henry in lotta con Coppola durante una partitella al Centro Paradiso di Peschiera
Henry in lotta con Coppola durante una partitella al Centro Paradiso di Peschiera
Henry in lotta con Coppola durante una partitella al Centro Paradiso di Peschiera

«Ho voluto Verona. Per me è stato facile. Quando Marroccu ti chiama spesso e con lui Cioffi, è normale scegliere qui. Voglio crescere e l’Hellas oggi è il massimo. Città stupenda, club solido e tifosi caldi. Non potevo trovare di meglio». Per tanti che volevano andarsene, un calciatore che aveva preso casa in centro tre settimane prima di firmare. «Come lo sai?» sorride Thomas Henry, «non si può dire. Però è così. Sono nuovo qui ed il mio lavoro è fare il massimo per la squadra. Non sono i miei compagni che devono cambiare per me, ma il contrario. All’inizio sono arrivato tardi in ritiro ma ora sto bene e mi sento parte di questo gruppo con equilibrio».

Un secolo

Sembrano passati cent’anni dalle dichiarazioni che l’attaccante francese aveva rilasciato a L’Arena a metà luglio scorso. La voglia matta di un ragazzo educato, con il sogno di sfondare nel nostro campionato. Ed invece, la sua latitanza dal gol prima e dal campo poi, l’hanno messo in cima alla lista dei partenti.

Colpa di Marco e Darko

Eppure Henry rimane un buon attaccante, forse non completo ma che avrebbe fatto certamente gol in un Verona targato Juric o Tudor. Faraoni scappa e crossa, gol di Henry che anticipa Kim del Napoli, la scena si ripete con Lazovic a Bologna, mentre con la Sampdoria il regolamento gli toglie un gol tutto suo, autorete del portiere Audero.

Spezzate le ali dell’Hellas tra infortuni e rendimenti bassi, anche Thomas è entrato in crisi. Poche opportunità da rete e tanti colpi degli avversari, per trattenere qualche pallone buttato in avanti alla carlona. Certo pure Henry ci ha messo del suo ma forse non era l’attaccante adatto con due esterni logori come quelli del Verona e i tanti cambiamenti tattici subiti pure da Lazovic.

Eppure nelle prime gare l’intesa con Lasagna qualche piccolo frutto l’aveva dato. Poi fu lo stesso Henry, esultando, a rompere involontariamente il viso a Kevin. Uno dei tanti episodi sfortunati della gestione Cioffi. Con Bocchetti le cose non sono certo migliorate per il francese.

Milan indigesto

Dopo i test poco confortanti con Istra e Bologna, ecco la scelta dell’area tecnica. Dentro Djuric e fuori Henry, nemmeno considerata l’alternativa al bosniaco. L’ex della Salernitana, come del resto lo svedese Hien, sono stati i due pilastri della squadra in queste tre gare. Anche per questo si sono scatenate le voci riguardanti la possibile nuovo destinazione di Henry. La punta piace tantissimo al Genoa, che vorrebbe tornare immediatamente in Serie A.

Thomas piace pure a Spezia, Cremonese ed Empoli. La cosa singolare è che proprio mister Baroni, tecnico del Lecce, aveva intavolato un paio di discorsi con Corvino, suo diesse riguardo la possibilità di portarlo in Puglia. Thomas al Lecce consentirebbe a Baroni di completare il reparto offensivo giallorosso aggiungendo forza fisica, centimetri e fiuto del gol. Henry rappresenterebbe un’ottima alternativa a Colombo e Ceesay.

Gianluca Tavellin

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